Momenti di tensione ieri all’hotspot di Monastir, dove un carabiniere è stato aggredito da uno degli ospiti della struttura. Il militare, comandante della squadra di Ordine Pubblico del 9° Battaglione Carabinieri “Sardegna”, è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. A esprimere solidarietà al collega è la segreteria regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri Sardegna, che in una nota parla di un episodio «gravissimo».

«Quanto accaduto rappresenta un episodio gravissimo, che conferma la fondatezza delle preoccupazioni espresse da Nsc Sardegna sulle condizioni operative del personale impiegato presso l’hotspot di Monastir», si legge nel comunicato. Il sindacato sottolinea inoltre che l’arresto dell’aggressore e il procedimento per direttissima «non cancellano la gravità dell’episodio», chiedendo interventi sulle criticità organizzative, logistiche e operative che, a suo dire, espongono quotidianamente gli operatori a situazioni di rischio.

«L’incolumità fisica dei carabinieri non può essere il prezzo da pagare per le carenze logistiche e gestionali della struttura di Monastir», dichiarano Claudio Lubrano e Carlo Rosas della segreteria regionale di NSC Sardegna. Tra le richieste del sindacato ci sono direttive operative chiare per la gestione delle emergenze, un adeguato dispositivo di vigilanza, locali idonei e condizioni igienico-sanitarie compatibili con il servizio svolto. «Il personale non può essere lasciato solo a sopperire, con il proprio rischio personale, a carenze organizzative non più tollerabili», conclude la nota.

(Unioneonline/v.f.)

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