Santa Giusta si accende con la musica degli anni Sessanta e i Barrittas
Le sedie, più di 300, non bastano per far accomodare i fan di vecchia data. "Whisky, birra e Johnny Cola" fa impazzire il pubblicoBastano le prime due note di "Whisky, birra e Johnny Cola" per far impazzire il pubblico. Un po' datato, senza offesa per nessuno. Del resto, davanti ai loro occhi c'è parte di quel gruppo che ha allietato le loro serate tra amici negli anni Sessanta. Sono passati 64 anni da quando quei ragazzi, cresciuti tra Oristano e Santa Giusta, hanno deciso di far nascere i Barrittas, diventati famosi in un lampo. E ancora nessuno qui li ha dimenticati.
Ieri, a Corte Figus, centro storico di Santa Giusta, si è esibita una parte di quello storico gruppo. Un ritorno alle origini del beat, la riscoperta di una delle pagine più significative della storia musicale sarda con un repertorio fatto anche di tanta ironia. L'occasione era la rassegna musicale Santa Giusta Sound 2026. L’obiettivo? Quello di riportare alla luce una stagione di particolare fermento artistico e restituirla al pubblico contemporaneo. E così è stato.
Sul palco Tonietto Salis e Giulio Albano, che sono gli unici rimasti della formazione originale dei Barritas. Ieri sul palco anche i musicisti Mario Cervone, Antonello e Riccardo Sogus, Corrado Cocco e Giovanni Alborghetti. Assente Benito Urgu, anima storica del gruppo.
Il nome dei Barrittas deriva prova da lui, dalla sua berritta, il capello. In tanti speravano di vederlo, in una sorpresa dell'ultimo minuto. Ma nulla. Le sedie, più di 300, non sono bastate per far accomodare i fan di vecchia data. Chi non è riuscito ad avere il posto è rimasto in piedi. Ma va bene lo stesso, nessuno si lamenta: per i Barrittas questo e altro. Dicono. Nella corte Figus è tempo di Gambale Twist. E anche lì il pubblico esplode. E poi Efisineddu, Non uccidere, L’anellino, Sa vesta, Sa pacchia, Ho bisogno di te e Mi sei fattu a isposu. Colonne sonore tanti anni fa di tante piazze sarde, di locali. Per poi sbarcare anche oltremare.
I Barrittas furono tra i gruppi sardi capaci di intercettare molto presto la rivoluzione del beat e del rock, che proprio in quegli anni stava cambiando radicalmente la musica popolare italiana ed europea. Una rassegna voluta dal primo cittadino Antonello Figus, amante della musica sarada datata e organizzata dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
«Questo evento rappresenta un progetto culturale che nasce per valorizzare una parte significativa della storia e dell’identità della nostra comunità – sottolinea il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus –. Santa Giusta ha espresso, nel corso dei decenni, esperienze artistiche e musicali di grande rilievo, capaci di contribuire in maniera importante alla crescita della scena culturale sarda». «Santa Giusta Sound nasce dal desiderio di recuperare quella memoria, farla rivivere a chi l’ha conosciuta e raccontarla alle nuove generazioni», spiega il direttore artistico Nicola Urru. Esperimento riuscito