Oristano, una giornata con Areus dedicata al primo soccorso
Al Porta Nuova una giornata di simulazioni e risposte dirette al pubblico. Spazio anche alle famiglie per le tecniche di disostruzione pediatricaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cosa fare nei primi minuti di un’emergenza, come praticare una rianimazione cardiopolmonare e come intervenire in caso di soffocamento di un bambino. Ma anche come chiamare correttamente i soccorsi e a chi rivolgersi quando serve assistenza sanitaria non urgente. Saranno alcuni dei temi al centro della giornata dedicata al primo soccorso, in programma sabato 3 ottobre al Centro Commerciale Porta Nuova di Oristano.
Dalle 9.30 alle 19, il personale di Areus incontrerà i cittadini per spiegare il funzionamento dei servizi di emergenza-urgenza e fornire indicazioni pratiche. Sarà possibile provare le tecniche di rianimazione cardiopolmonare su manichini, sotto la guida di medici e infermieri del 118. Particolare attenzione sarà riservata alle famiglie, con dimostrazioni sulle manovre di disostruzione delle vie aeree nel lattante e nel bambino.
Uno spazio sarà dedicato anche ai più piccoli: attraverso il gioco e la fiaba impareranno come contribuire all’allerta dei soccorsi chiamando il Numero unico europeo 112.
«La divulgazione della cultura sanitaria del soccorso è uno dei temi forti della nostra azienda», spiega Giulio Oppes, direttore del Servizio infermieristico e tecnico di Areus, invitando i cittadini a «rivolgere domande e condividere esperienze con gli operatori del soccorso».
Durante la giornata sarà inoltre presentato il nuovo servizio Nea 116117, il numero dedicato alle cure sanitarie non urgenti, compresa la continuità assistenziale, l’ex guardia medica.
«In una situazione di emergenza, sapere come comportarsi nei primi minuti può essere determinante», sottolinea l’assessora ai Servizi sociali Giulia Murgia. L’iniziativa, organizzata da AREUS con la collaborazione del Comune, vuole così diffondere una consapevolezza semplice ma concreta: «Chiunque può fare la differenza quando ci si trova accanto a chi necessita di un soccorso», conclude Oppes.
