Oristano, la memoria del Csi tra foto e tessere: «Abbiamo bisogno di una nuova sede»
Inagibile lo stabile di via Sant’Antonio: «Necessario salvare un patrimonio»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Settant’anni di sport oristanese rischiano di restare senza casa. Sono racchiusi in migliaia di tessere, fotografie, formazioni, gagliardetti, coppe e certificati medici custoditi nell’archivio del Centro Sportivo Italiano, oggi nella sede di via Sant’Antonio diventata inagibile. Un patrimonio che racconta generazioni di atleti, dirigenti e società e che il CSI chiede di poter salvare e rendere accessibile.
«Abbiamo bisogno di una nuova sede – l’appello della presidente Lucia Tomasi –. Al momento siamo ospiti di un’associazione in via Canalis. Le risorse sono poche, siamo tutti volontari ma sarebbe importante salvaguardare questo immenso patrimonio e renderlo fruibile».
Il CSI arrivò a Oristano nei primi anni Cinquanta e in pochi anni divenne una delle principali porte d’ingresso allo sport per i ragazzi della città. Calcio, atletica, pallavolo, tennis tavolo, ciclismo e podismo: migliaia di giovani sono passati da quelle società, alcune delle quali sarebbero poi diventate realtà autonome. Un movimento cresciuto attorno a dirigenti come Giorgio Perdisci, tra i fondatori e per decenni protagonista della vita del comitato.
Perdisci portò il CSI anche dentro casa, coinvolgendo i figli nella sua passione. «Siamo cresciuti anche noi figli all’interno della dimensione sportiva che papà aveva coltivato fin dagli albori – racconta il figlio Luca –. A casa siamo stati tutti avviati a vivere in prima persona lo sport: le mie sorelle giocavano a pallavolo, io calcio. Non c’era solo l’aspetto agonistico, spesso si andava anche a dare una mano». Nel 2006, quando morì, Giorgio era ancora socio e segretario del comitato. «Preferiva svolgere un ruolo operativo piuttosto che occupare una carica onoraria».
Tra le fotografie dell’archivio ce n’è una del 1971. Tra i “Giovanissimi” del Sacro Cuore compare un dodicenne Gianfranco Matteoli, destinato a diventare campione con l’Inter e con la Nazionale. «È stato il mio primo tesseramento. Finché non sono andato via dalla Sardegna sono sempre stato nel CSI. Ho ricordi bellissimi».
