Scuola, nessun accorpamento nel Nuorese ma la tregua è fragile: «Per molti studenti oltre due ore di viaggio»
La Conferenza provinciale ha confermato le 27 autonomie e i 153 punti di servizio, ma la questione non è chiusaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nessun nuovo accorpamento, ma la partita sul futuro della scuola nuorese è tutt’altro che chiusa. La Conferenza provinciale ha approvato all’unanimità il Piano per la rete scolastica e l’offerta formativa dei prossimi tre anni, confermando le 27 autonomie e i 153 punti di servizio. È una tregua che arriva mentre i numeri raccontano un calo demografico sempre più evidente. Nel primo ciclo gli studenti sono scesi da 10.335 nel 2024/25 a 9.510 nel 2026/27. Nel secondo ciclo da 6.709 a 6.317. E il dato più immediato riguarda la primaria: 756 bambini iscritti alla prima quest’anno, 611 quelli previsti il prossimo.
«Non ci saranno nuovi accorpamenti», ha ribadito il presidente della Provincia Giuseppe Ciccolini, sottolineando però la necessità di affrontare il dimensionamento senza automatismi e tenendo conto delle caratteristiche dei territori. Anche la consigliera provinciale all’Istruzione Lisetta Bidoni ha richiamato il calo della popolazione scolastica: «Numeri così vistosi devono far riflettere tutti gli amministratori». Il problema sono anche i chilometri Perché nelle aree interne il problema non è soltanto quanti studenti ci sono, ma quanto tempo impiegano per arrivare a scuola. Il caso più eclatante è quello di Cala Gonone. La sindaca di Dorgali Angela Testone ha denunciato che gli studenti partono alle 6.20 e arrivano a scuola alle 8.40. Due ore e venti minuti per percorrere circa 65 chilometri verso le scuole superiori di Siniscola.
«Non è tollerabile», ha detto, rilanciando la richiesta di un intervento urgente sui trasporti. Problemi analoghi sono stati segnalati per gli studenti di Fonni, Desulo, Mamoiada e Ovodda, e Oliena con i Pullman stracarichi e il sindaco Bastiano Congiu che ha scritto ad Arst, mentre da Aritzo Alessandro Corona ha raccontato di ragazzi costretti a partire alle 5.30. «Si arriva prima a Cagliari che a Siniscola», ha osservato Michele Carta, dirigente del Tecnico Oggiano di Siniscola, sintetizzando una situazione che rischia di condizionare anche la scelta dell’indirizzo di studi. «Quest’anno tregua, prima della tempesta» La definizione è ancora di Testone: «Quest’anno tregua, prima della tempesta». Perché il calo demografico è destinato a pesare sempre di più sulla rete. A Nuoro, durante la Conferenza, è stato ricordato un dato significativo: 184 alunni sono oggi in prima classe, mentre quelli in uscita sono 110. Il prossimo anno è prevista una perdita di circa 70 alunni. Il dirigente provinciale Giuseppe Zucca ha ricordato che il numero delle autonomie dipende dal contingente dei dirigenti stabilito a livello nazionale, mentre ogni anno Regione e territori devono programmare rete e offerta formativa. E resta sullo sfondo l’assenza di una legge regionale sull’istruzione che tenga conto delle peculiarità delle aree interne.
La sindaca di Fonni Daniela Falconi ha chiesto alla Sardegna di dotarsi di una normativa specifica, avvertendo del rischio di conseguenze pesanti per Nuorese e Ogliastra se gli standard nazionali verranno applicati senza considerare distanze e caratteristiche dei territori. Lanciando l’allarme per la nuova normativa sui comuni montani che anche nelle scuole avrà un impatto devastante. Il nuovo Linguistico Nel frattempo, il Piano chiede di ampliare l’offerta con l’attivazione del Liceo Linguistico del “M. Pira” di Siniscola, nelle sedi di Siniscola e Dorgali. Una scelta sostenuta dai due Comuni, ma sulla quale sono state espresse anche preoccupazioni per il possibile indebolimento degli indirizzi già esistenti in una fase di forte calo degli studenti. A porli è il preside dell’Oggiano di Siniscola.
Sul Mandrolisai, invece, Ciccolini ha richiamato la situazione dei quattro istituti scolastici presenti nello stesso territorio. Ora il nodo è il trasporto. La Provincia porterà le criticità all’attenzione dell’assessorato regionale ai Trasporti nell’incontro previsto martedì e annuncia una cabina di regia con operatori e Arst. Per Domenico Cabula, assessore comunale di Nuoro, il problema è soprattutto la carenza di collegamenti da e verso il capoluogo. Per la Cisl, con Giovanna Fadda, il calo demografico impone invece di programmare già oggi gli effetti che arriveranno sugli organici e sulle classi. La Conferenza si chiude così con una certezza: quest’anno non ci saranno nuovi accorpamenti. Ma i numeri indicano che la tregua non può durare per sempre: 825 studenti in meno nel primo ciclo in due anni, 392 in meno nel secondo, 145 bambini in meno attesi nelle prime della primaria e, in alcuni casi, più di due ore di viaggio per raggiungere la scuola. Il problema della scuola nuorese, insomma, non è rinviato. È soltanto rimandato.
