La scomparsa di Irene Cristinzio è rimasta senza un perché, dopo anni di indagini e ricerche. La mattina dell'11 luglio del 2013, a Orosei, la donna è uscita di casa per la consueta passeggiata mattutina e non è più rientrata.

A nulla sono serviti i vari appelli della famiglia in televisione e sui giornali: le ricerche non hanno dato esito, nonostante l'impegno.

Ora il gip del tribunale di Nuoro ha annunciato l'archiviazione del caso. E lo sdegno dei famigliari si è fatto sentire. I figli hanno postato un messaggio sulla pagina Facebook "Ritroviamo Irene" per la loro mamma, che è anche un monito per chi ha deciso l'archiviazione:

"Mamma, ti hanno archiviato. Vuol dire che smettono di cercarti. Eppure, tu non ci sei. Come si può archiviare una persona, una vita. Tu non sei un fascicolo, sei una donna. Sei una figlia, una sorella, una moglie, sei una mamma e una nonna. Sei stata un'insegnante amata e stimata da tutti. E ora ti archiviano. Hanno archiviato una vita, la tua e anche la nostra. Non è solo un pugno nello stomaco per noi che aggiunge dolore a un dolore già infinito. È una sconfitta per l'intera società civile, per la comunità, per la legge e per la giustizia che archivia senza avere trovato risposte. Non si archiviano le persone scomparse. Non si smette mai di cercarle. Dobbiamo pregare che qualcuno ci faccia arrivare delle notizie, qualche informazione, anche in forma anonima".

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