La Sardegna è all'ultimo posto della classifica nazionale che misura la capacità dei territori di offrire alle nuove generazioni opportunità di lavoro, impresa, formazione e condizioni adeguate a costruire il proprio futuro. Il dato più preoccupante riguarda la qualità dell'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro: nell’Isola  soltanto l'8% delle assunzioni di under 30 avviene con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato.

È quanto emerge dall'annuale graduatoria delle regioni e delle province "amiche" dei giovani imprenditori realizzata dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna. L'analisi prende in esame 27 indicatori, articolati in quattro grandi pilastri: lavoro, impresa, competenze e territorio. L'isola ottiene 371 punti, su una scala da 100 a 1.000: per la Sardegna ventesimo posto.

«La fotografia scattata dal dossier non deve diventare una sentenza sul futuro dell'isola»,  commenta Mattia Urru, presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Sardegna, «i giovani artigiani sardi dimostrano ogni giorno che fare impresa è possibile anche in un contesto complesso, mettendo insieme capacità manuali, idee innovative, strumenti digitali e attenzione ai nuovi mercati».

L'isola è nelle ultime tre posizioni nazionali, in due dei quattro pilastri analizzati. Sul fronte dell'occupazione e delle dinamiche giovanili è terzultima, insieme a Calabria e Basilicata. Per quanto riguarda invece la struttura e la vitalità del sistema produttivo, si colloca ancora una volta nelle posizioni di rincalzo, insieme a Toscana e Molise. Anche la domanda complessiva di giovani da parte delle imprese risulta contenuta.

In Sardegna gli under 30 rappresentano il 23,5% delle entrate previste, contro il 27,5% della media nazionale e il 31,1% della Liguria. Il secondo grande elemento di criticità riguarda il capitale umano. In Sardegna appena il 23,8% dei giovani tra 25 e 39 anni possiede una laurea o un titolo di istruzione terziaria. È il dato più basso tra le regioni italiane, contro una media nazionale del 31,1%.

La fotografia regionale - spiega Confartigianato- non deve però nascondere un altro elemento fondamentale: proprio nei territori più fragili, l'artigianato rappresenta una delle infrastrutture economiche e sociali più importanti. 

(Unioneonline)

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