Il Comune di Turri protegge i suoi ulivi secolari con l'ordinanza numero 14 dove il sindaco Martino Picchedda ha vietato su tutto il territorio comunale la capitozzatura e l'estirpazione delle piante d'ulivo secolari e monumentali, dopo che erano stati segnalati e documentati casi di danneggiamento. Il provvedimento è stato adottato in attesa di una successiva e specifica regolamentazione della materia.

L'estirpazione resta possibile solo in casi eccezionali, con autorizzazione dell'ufficio tecnico, sentiti il Corpo Forestale della Regione e gli altri enti competenti, e con l'obbligo tassativo di reimpiantare le piante entro i confini del Comune. Le operazioni possono essere autorizzate solo per particolari esigenze di prevalente interesse pubblico, per l'utilizzazione edilizia del fondo, per morte della pianta, fitopatie, disseccamenti, incendi o danni da calamità naturali.

Le normali potature con tagli di diametro massimo di 10 centimetri ai potranno effettuare senza autorizzazioni. Chi viola il divieto rischia una sanzione amministrativa da 5mila a 100mila euro. L'ordinanza demanda agli uffici comunali la realizzazione di un censimento degli ulivi secolari, mentre l'esecuzione e il controllo sul rispetto del provvedimento spettano alla Polizia municipale e agli agenti e ufficiali di Polizia giudiziaria.

Il documento contiene inoltre alcune raccomandazioni ai proprietari e ai conduttori dei fondi: evitare, per quanto possibile, lavorazioni meccaniche invasive del terreno vicino ai fusti, in un'area pari a circa una volta e mezza la proiezione della chioma, e provvedere periodicamente alla pulizia dell'area (sfalcio ed eliminazione di erbe secche o paglie) per prevenire danni in caso di incendio. «L'ordinanza intende preservare un patrimonio di particolare valore agricolo, ambientale, paesaggistico e culturale, promuovendone la conservazione e la valorizzazione per le generazioni future», ha dichiarato Picchedda.

© Riproduzione riservata