L'Ardia patrimonio dell'UnescoBarracciu: "Tutte le carte in regola"
Sedilo si prepara a chiedere all'Unesco di riconoscere nel patrimonio orale e immateriale dell'umanità l'Ardia.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo la candidatura presentata da Cagliari con la Festa di Sant'Efisio, che si svolge da 358 anni, anche Sedilo, in Provincia di Oristano, si prepara a chiedere all'Unesco di riconoscere nel patrimonio orale e immateriale dell'umanità la tradizionale cavalcata dell'Ardia. Lo ha anticipato all'Ansa il sindaco della cittadina, Umberto Cocco, a margine convegno internazionale Patrimonio culturale immateriale come strumento per il dialogo e lo sviluppo", promosso dal Ministero per i Beni culturali e il Turismo, nell'ambito del Semestre di presidenza europea. In Sardegna questo riconoscimento è stato dato nel 2005 al canto a tenore della Barbagia e nel 2013 alla Faradda dei Candeleri di Sassari, assieme ad altre processioni a spalla che si svolgono in altre regioni italiane. "Abbiamo iniziato a definire il dossier per presentare la nostra candidatura e - ha detto Cocco -, speriamo che questo percorso possa essere sostenuto dal ministero e dalla Regione". La prima cavalcata dell'Ardia si perde nella notte dei tempi: secondo un'interpretazione ormai entrata nella tradizione la corsa rappresenta la rievocazione della battaglia di ponte Milvio tra Costantino, venerato come santo nel paese e in gran parte della Sardegna, e Massenzio.
BARRACCIU - "L'Ardia ha tutte le caratteristiche necessarie per aspirare a diventare patrimonio dell'Unesco". Ne è convinta Francesca Barracciu, sottosegretario dei Beni Culturali, che commenta la notizia dell'intenzione di avviare la predisposizione del dossier per la candidatura della manifestazione a cavallo da parte del sindaco della cittadina dell'Oristanese. "Il dossier necessita di molta cura e di una preparazione medio-lunga per la quale la disponibilità è massima - ha aggiunto Barracciu - e il Ministero seguirà con attenzione dovuta questo percorso".