01 giugno 2012 alle 09:50aggiornato il 01 giugno 2012 alle 09:50
Gavoi, Dina è stata ingoiata dai silenziIl delitto irrisolto si spiega su Videolina
Graziella Dore non crede volessero portarla via, non crede che i due incappucciati volessero rapire la sorella per poi chiedere un riscatto al marito. No. Graziella Dore, quattro anni dopo un delitto che ha sconvolto la Sardegna intera e ferito profondamente la comunità di Gavoi, è convinta che i banditi intendessero uccidere.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il colpo in testa con una roncola, lo scotch utilizzato per tappare bocca e naso e legare mani e piedi, l'hanno portata a maturare una convinzione: si è trattato di un omicidio premeditato. Insomma, volevano assassinare Dina Dore e lo hanno fatto in un modo crudele, togliendole il respiro e costringendola a una morte atroce.
Questa sera, alle 21, la quarta puntata di 'Col Senno di poi - il silenzio intorno a Dina', indaga sulla fine della donna di Gavoi assassinata il 26 marzo 2008 all'interno del garage della sua abitazione, in via Sant'Antioco 5, a Gavoi. Era appena ritornata a casa, intorno alle 18,30, come sempre, con lei c'era la piccola Elisabetta, 8 mesi, che i banditi hanno lasciato illesa, dentro il seggiolone poggiato per terra. Per molte ore si è pensato a un rapimento poi, alle tre del mattino, quando la polizia scientifica ha aperto il cofano dell'utilitaria della donna, è stato scoperto il cadavere. Questa sera in tv spazio alla testimonianza della sorella di Dina Dore, del sindaco di Gavoi, Nanni Porcu, dei concittadini della vittima e del procuratore Mauro Mura. Con una domanda di fondo: possibile che nessuno abbia visto nulla?© Riproduzione riservata
