Da trent’anni, il 4 ottobre, l’Oasi San Francesco accoglie fedeli e animali per una benedizione che rinnova il legame tra il Santo d’Assisi, la natura e tutte le creature viventi. Una tradizione particolarmente significativa in un territorio come l’Arcipelago maddalenino, tutelato da un Parco nazionale, dove la salvaguardia dell’ambiente costituisce un impegno quotidiano. San Francesco, proclamato patrono dell’ecologia (oltre che d’Italia) rappresenta infatti un riferimento spirituale che va oltre la dimensione religiosa.

Anche quest’anno, nell’oasi situata lungo la strada che da Guardia Vecchia conduce ai Colmi, la ricorrenza è stata celebrata con una Messa officiata dal parroco don Umberto Deriu, seguita dalla tradizionale benedizione degli animali, in particolare dei cani accompagnati dai proprietari. «È giusto che noi come cristiani possiamo veramente salvaguardare la bellezza del creato», ha sottolineato don Deriu, ricordando lo spirito francescano.

Il luogo, caratterizzato da un piccolo anfiteatro e dalla statua del Santo, venne realizzato da Piercarlo Acciaro con la collaborazione di volontari maddalenini, tra i quali Candido Rivieccio e Gianfranco Liccheri. Negli ultimi anni un comitato coordinato da Luigi Plastina ha restituito decoro all'oasi, occupandosi della manutenzione del verde e del restauro della statua. Un impegno apprezzato dall’assessora all’Ambiente Federica Porcu, che ha ringraziato i volontari e richiamato la necessità di proteggere il patrimonio naturale dell’Arcipelago.

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