Dieci appartamenti e 18 posti letto destinati all’accoglienza. In poco più di un anno, le ex Casermette di Olbia si trasformano da un’area da recuperare in un nuovo spazio dedicato all’abitare, alla cultura e alla vita universitaria. Un progetto che unisce tutela storica, rigenerazione urbana e nuove opportunità per la città. Oggi, con una presentazione informale, è stata celebrata una nuova tappa della rinascita del complesso, restituito alla città grazie all’impegno di Iolao Srls, guidata da Cristina Dessole e Lidia Sanna.

Impegno, passione e olio di gomito, gli ingredienti di una scommessa nata dal sogno di riaprire uno spazio abbandonato e restituirgli una nuova funzione. «Abbiamo affrontato una situazione completamente da ristrutturare e, in un anno, siamo riusciti a bonificare una parte del compendio e a vincere un progetto Pnrr per gli alloggi universitari», ha ricordato Dessole. «Un risultato raggiunto mantenendo un confronto costante con gli enti competenti e rispettando i vincoli del complesso: gli spazi e le finestre non sono stati modificati, mentre la rimodulazione degli ambienti ha permesso di concludere gli interventi nel rispetto delle prescrizioni». Il risultato concreto è l’arrivo dei primi studenti, di nazionalità etiope e indiana, iscritti al corso di Economia aziendale, che da domani prenderanno possesso di due dei sei posti letto messi a disposizione attraverso una convenzione con l’Ersu, l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario. Alla presentazione Pietro Arrica, responsabile Servizi Territoriali Sassari (Agenzia del Demanio), e Daniele Maoddi, presidente dell’Ersu di Sassari, che ha espresso apprezzamento per il percorso intrapreso da Lidia Sanna e Cristina Dessole. «Mi fa molto piacere essere qui e faccio i complimenti alle promotrici, perché fin dal primo momento ho capito quanto credessero nel loro sogno», ha dichiarato Maoddi.

«Abbiamo stipulato una convenzione per sei posti letto, sui venti previsti nell’ambito dell’offerta di riferimento. Come Ersu eroghiamo servizi per gli studenti dell’Università di Sassari, che a Olbia propone corsi importanti. Abbracciamo la visione di Lidia e Cristina: le ex Casermette sono diventate un microcosmo identitario, un hub culturale nel cuore della città». Da Monumenti Aperti alle mostre, dal cinema agli appuntamenti culturali, fino alla Giornata dell’arte con i ragazzi del Liceo artistico, il compendio ha progressivamente ritrovato una dimensione pubblica. Tra le novità più recenti c’è l’apertura del caffè letterario, pensato come spazio di incontro e supporto per gli studenti, ma anche come luogo in cui la cittadinanza può ritrovarsi. Sanna, nel ringraziare quanti hanno accompagnato il progetto, ha rivolto un riconoscimento particolare a Fidapa, Pro Loco e Cineclub Olbia, oltre che al gruppo di amici delle «Casermatte», una rete cresciuta nel tempo e diventata parte attiva del percorso di risanamento e riqualificazione dell’area.

«È stata un’avventura veramente importante», ha raccontato. «Sia io che Cristina siamo state ospiti delle case dello studente. Rivivremo questa esperienza attraverso i ragazzi che oggi arrivano qui. Per ora tutti hanno accolto positivamente la nuova sistemazione e altri studenti hanno già iniziato a chiedere informazioni». La sfida, adesso, è dare continuità a quanto costruito, sostenendo il completamento del percorso di riqualificazione e consolidando la vocazione culturale del complesso. L’auspicio delle promotrici è che le ex Casermette possano completare la rigenerazione anche grazie al sostegno delle istituzioni, diventando un luogo condiviso tra studenti e cittadini. Il recupero si inserisce in una fase in cui Olbia rafforza la propria vocazione universitaria e si confronta con la necessità di ampliare l’offerta di ospitalità per chi arriva in città per studiare. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche Stefano Spada, segretario particolare del vicepresidente della Regione, intervenuto in rappresentanza istituzionale: «È un progetto che valorizza la storia di Olbia e investe nel futuro dei giovani. La città cresce e attira studenti grazie all’offerta dei corsi universitari: iniziative come questa sono preziose e meritano l’attenzione di tutti».

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