Una targa e un murale realizzati dai ragazzi per trasformare la memoria in un messaggio rivolto alle nuove generazioni. È stato questo uno dei momenti centrali della giornata “Giovani per la Legalità”, ospitata all’IPIA di Calangianus e promossa dall’Auser, dall’Amministrazione comunale e dal Polo Tecnico “Don Gavino Pes” di Tempio.

All’incontro ha partecipato, oltre al sindaco Fabio Albieri, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il giornalista e attivista siciliano ucciso dalla mafia nel 1978. Con lui sono intervenuti il procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Alessandro Bosco, e la presidente del Tribunale, Caterina Interlandi. Presenti anche la dirigente scolastica, professoressa Spampani, i docenti e numerosi studenti. Al centro della mattinata il confronto sul valore della legalità, sul ruolo della scuola e sulla necessità di mantenere viva, soprattutto tra i giovani, la conoscenza delle vicende di chi ha contrastato la criminalità organizzata e la cultura dell’omertà.

Particolare significato ha assunto la presentazione della targa dedicata a Peppino Impastato e del murale realizzato dagli stessi studenti dell’IPIA “N. Ferracciu”. Un lavoro che ha coinvolto direttamente i ragazzi e che resterà all’interno della scuola come testimonianza permanente dell’iniziativa. A fare da filo conduttore alla giornata anche una delle frasi più conosciute di Impastato: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà».

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