Lai (Pd): «Migranti bloccati a Olbia, o Meloni e Piantedosi incapaci oppure alimentano la tensione»
Gli stranieri arrivano da Monastir ma non vengono imbarcati. Ieri un tentativo di forzare il varco. Il segretario dem: «Lo stallo va avanti da oltre 40 giorni»Migranti alla stazione marittima di Olbia (L'Unione Sarda)
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«Novantasette persone bloccate al porto di Olbia il 13 ottobre, dopo che nei giorni precedenti erano state 94 e 92. Lo stallo va avanti da oltre 40 giorni: gli arrivi proseguono, gli imbarchi no. Giorgia Meloni e Matteo Piantedosi hanno trasformato la sicurezza nel marchio del loro governo. A Olbia, davanti a una situazione nota da settimane, non sono stati capaci di trovare una soluzione. Questa è la realtà, al di là della propaganda».
Lo dichiara Silvio Lai, deputato e segretario del Pd sardo. «Ho predisposto», aggiunge l'esponente dem, «un'interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi. Chiederò dati aggiornati su presenze e capienza di Monastir, le ragioni dei mancati imbarchi e le procedure di verifica dei documenti, le condizioni di assistenza delle persone bloccate e gli organici della Polizia di frontiera. Meloni e Piantedosi dovranno rispondere anche in Parlamento di una vicenda che il governo non può più fingere di non vedere».
Le compagnie richiamano problemi documentali e sicurezza della navigazione. Il Siulp denuncia carenza di personale e procedure assenti.
Una criticità conosciuta da settimane, sostiene Lai, «esplode davanti ai passeggeri e ricade sui migranti, sugli agenti e sulla città di Olbia. L'episodio di lunedì, con una trentina di persone entrate nell'area riservata agli imbarchi e poi allontanate dalla Polizia, è un segnale gravissimo. Non si può aspettare che la tensione salga o che qualcuno si faccia male per ammettere che il sistema non funziona. E non si può ordinare a qualcuno di lasciare il territorio senza affrontare il nodo concreto della partenza». L'alternativa, conclude il segretario Pd, «è brutale: o Meloni e Piantedosi sono incapaci di governare l'emergenza, oppure c'è una strategia della tensione e stanno lasciando crescere il disordine e la paura perché questo alimenta la loro propaganda. Se non è così, lo dimostrino con i fatti e non con un altro slogan o un altro decreto volante, perché, dopo 4 anni di chiacchiere, la responsabilità politica di questo fallimento è solo loro».
(Unioneonline)
