La nuova vita del Geovillage passa dalla scuola: 133 studenti alla Sardinia International School
In appena un anno ha più che raddoppiato il numero degli studenti, passando da 60 a 133 iscrittiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La rinascita del Geovillage passa, soprattutto, dall’istruzione con un modello educativo qualificato, bilingue e con una forte vocazione internazionale. A raccontare concretamente la nuova fase del progetto è la crescita della Sardinia International School, che in appena un anno ha più che raddoppiato il numero degli studenti, passando da 60 a 133 iscritti. Un risultato che sembra confermare la validità della sfida avviata dal Gruppo Alma che, nel compendio acquisito dal Cipnes, sta realizzando un vero e proprio campus universitario con 250 alloggi, per un totale di 464 posti riservati agli studenti delle facoltà di UniOlbia.
Durante un open day molto partecipato, con bambini, ragazzi, famiglie e insegnanti, la scuola ha presentato le novità del nuovo anno scolastico: dalla dirigenza all’ampliamento dell’offerta formativa, fino a un progetto educativo che punta a fare del territorio un luogo di eccellenza e di apertura internazionale. Uno degli elementi distintivi è rappresentato dall’insegnamento bilingue. Come ha spiegato l’amministratore delegato Tony Chan, illustrando il percorso intrapreso dall’istituto, i docenti lavorano in un ambiente internazionale e gli studenti che hanno frequentato la scuola già dallo scorso anno hanno raggiunto un buon livello di conoscenza della lingua inglese. La scuola ha inoltre ampliato il proprio percorso educativo, aprendo la primaria paritaria con una prima, due seconde, una terza, una quarta e una quinta classe, oltre alle tre classi della scuola secondaria di primo grado. Particolare attenzione viene riservata alla dimensione delle classi, che non superano i 18 alunni, per consentire un rapporto più diretto tra studenti e insegnanti. Gli ambienti, rinnovati con grande attenzione ai dettagli: illuminazione a led, pavimenti fonoassorbenti e lavagne digitali di ultima generazione contribuiscono a creare spazi pensati per una didattica moderna. La proposta formativa si discosta in diversi aspetti dal modello scolastico tradizionale. Al centro ci sono il problem based learning e il project work, insieme a lezioni all’aperto, sport, musica e attività laboratoriali.
Tra le novità c’è il percorso “Thinking More”, destinato agli studenti della scuola media e pensato per sviluppare capacità di ragionamento e di analisi. L’orario prolungato permette inoltre di affiancare alle lezioni una serie di attività complementari: dalla robotica alla stampa 3D, dal making alla chimica, fino all’educazione musicale. L’obiettivo è costruire un ecosistema educativo nel quale gli studenti possano sviluppare non soltanto conoscenze, ma anche autonomia, creatività, capacità di lavorare in gruppo e di confrontarsi con problemi concreti. Importante, anzi fondamentale, è il rapporto con le famiglie, sottolineato dal preside della primaria, Chris Moore. I genitori sono coinvolti nella vita della scuola e nelle attività della comunità educativa. Periodicamente le famiglie partecipano a laboratori e ricevono risorse utili a comprendere i programmi scolastici, compresi corsi di inglese dedicati. Il progetto è quello di potenziare l’offerta fino al ciclo della scuola secondaria.
«Vogliamo essere un servizio per la comunità e tutto il territorio e aprirci ad essa», è il messaggio che arriva dalla scuola, che si propone come uno spazio aperto e invita gli insegnanti interessati a scoprire il metodo e l’approccio educativo dell’istituto. La SiSchool, ha poi dichiarato Aldo Carta, direttore generale del Cipnes Gallura, si inserisce in una visione nella quale cultura, istruzione e formazione diventano strumenti di sviluppo.
Nel corso dell’open day è stato sottolineato il ruolo del Consorzio, che ha sostenuto un progetto considerato strategico per il territorio, nella convinzione che la presenza di nuove opportunità educative possa favorire l’arrivo di persone da fuori e generare nuovi flussi, scambi culturali e crescita. La prospettiva indicata dall’investitore va infatti oltre l’attuale offerta scolastica. Con la realizzazione di un campus universitario, in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’ambizione è di costruire nel tempo un percorso educativo completo, dalla scuola fino all’alta formazione e a quella professionale. La visione alla base del progetto punta sulla formazione di un nuovo capitale umano, internazionale e capace di confrontarsi con culture, lingue e competenze diverse. «È una sfida che parte dalla scuola e guarda allo sviluppo del territorio - ha detto Aldo Carta - per cui ringraziamo l’investitore che sa vedere oltre il business per costruire un sistema complesso di conoscenze e competenze, nel quale istruzione, formazione, innovazione e internazionalizzazione possano procedere insieme».
