Nuova bordata delle organizzazioni sindacali contro la Regione sulla sanità. La Cisl Gallura, con i suoi vertici, prende posizione e chiede un intervento immediato della giunta regionale parlando di una situazione di caos e di impegni disattesi.

I segretari Bruno Brandano e Vittorio Masu, CISL Gallura e CISL FP Gallura, parlano di “percorso tradito” e spiegano: «Il 4 agosto 2025 fu firmato a Cagliari un accordo importante tra le organizzazioni sindacali confederali e la Presidenza della Regione Sardegna. Quel Protocollo sanciva l’impegno reciproco a costruire relazioni sindacali strutturate e permanenti e a produrre risultati concreti per la sanità pubblica sarda. Oggi, a sette mesi da quella firma, ci troviamo invece di fronte a un quadro che contraddice lo spirito di quell’intesa. Dopo la decisione che ha rimesso in discussione il quadro delle nomine e dopo settimane di ritardi, tensioni e contrapposizioni, l’ASL Gallura continua a vivere una condizione di incertezza che impedisce una piena operatività della governance aziendale.  Quello che stiamo osservando è sotto gli occhi di tutti: una lotta interna alla politica che ha trasformato le nomine ai vertici sanitari in terreno di scontro. Una guerra di posizioni che non ha nulla a che vedere con i bisogni dei pazienti galluresi, con le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, con la qualità delle cure erogate».

Il riferimento è alla situazione di incertezza che riguarda la nomina del direttore generale della Asl. Le sigle denunciano anche che «fondi già destinati al personale non vengono erogati».

LE RICHIESTE – Queste le richieste indirizzate alla Regione: il nodo della direzione generale dell’ASL Gallura venga definito e reso pienamente operativo senza ulteriori rinvii, perché chi ha la responsabilità di governare la Regione deve assumere decisioni chiare e sostenerle fino in fondo; la Regione e le istituzioni territoriali garantiscano, in vista della stagione estiva, un piano straordinario per la Gallura, con particolare attenzione al potenziamento dell’emergenza-urgenza, dei Pronto Soccorso, degli organici e della medicina territoriale; vengano rispettati nella sostanza, e non solo nelle dichiarazioni, gli impegni assunti con il Protocollo del 4 agosto 2025, perché il sindacato confederale intende essere parte attiva del confronto e della costruzione delle soluzioni.

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