Cinghiali a La Maddalena, in arrivo il piano di sterilizzazione: si partirà da Spargi
Sostituirà l’uso della carabina e della cattura con le gabbie e contribuirà a ridurre la presenza massiccia di questi animali, ormai diventata un problemaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È intenzione del Parco Nazionale di La Maddalena lanciare, a breve, un progetto pilota di eradicazione dei cinghiali, incruento, che superando l’uso della carabina e della cattura con le gabbie, ne preveda la sterilizzazione. Lo ha annunciato ieri, nel corso di una conferenza dell’UTE isolana, la commissaria straordinaria, Rosanna Giudice. E si inizierà dall’isola di Spargi, balzata alle cronache regionali e nazionali quest’estate, per il grave ferimento di un bambino da parte di un ibrido di cinghiale.
Come si ricorderà qualche settimana dopo l’isola fu chiusa temporaneamente per un’operazione di abbattimento che peraltro diede risultati molto limitati. Nelle isole di Maddalena e Caprera sono riprese, nelle scorse settimane, le operazioni di abbattimento con carabina da parte di selecontrollori organizzati dal Parco nazionale, interventi che vanno avanti da alcuni anni e che, quantomeno nelle due isole maggiori dell’arcipelago, cominciano a dare i primi risultati. «Di cinghiali negli ultimi tempi ne sono stati abbattuti circa un migliaio, tra l’isola di Caprera e Maddalena - ha affermato la commissaria - e in città infatti non se ne vedono quasi più».
Il problema è però quello della incredibile proliferazione dell’ungulato, che è onnivoro, non ha nemici naturali e gode di una salute di ferro. Da qui la difficoltà a produrre risultati definitivi con le operazioni con le gabbie con gli abbattimenti. La sterilizzazione potrebbe contribuire in maniera determinante ad eliminare il quadrupede da un territorio nel quale non è mai vissuto (vi è stato imprudentemente portato dall’uomo alcuni anni fa), e sul quale produce effetti negativi per gli equilibri naturali e sulla biodiversità.