Sono agli arresti domiciliari (dopo l’udienza davanti al gip di Tempio) con l’accusa di avere scassinato l’auto di quattro turiste statunitensi a San Pantaleo: si parla di un bottino che supera i 10mila euro di valore.

I tre nomadi italiani fermati dai carabinieri di Porto Rotondo avevano la refurtiva (dispositivi elettronici e altri oggetti di valore), tutta restituita alle vittime del furto del 24 settembre scorso. Ma le indagini del personale dell’Arma sono solo all’inizio.

Le persone arrestate, tre fratelli giovanissimi, vivono a Olbia ed erano monitorati dall’aprile scorso. La Procura di Tempio attende i risultati dell’inchiesta dei carabinieri per tirare le somme di un lavoro durato mesi. Si parla di centinaia di colpi messi a segno ai danni dei turisti in tutte le località più importanti della Gallura costiera.

Nella stragrande maggioranza dei casi le vittime erano in spiaggia oppure appena arrivate a Olbia o in partenza dalla città gallurese. Dalle auto forzate sono state portate valigie e oggetti di valore. I ladri si sono sempre sbarazzati di vestiti e altro materiale, compresi trolley e borsoni, gettandoli in aperta campagna. In qualche caso parte degli oggetti rubati sono stati lasciati nelle vie vicine alla basilica di San Simplicio a Olbia o nelle vie vicine alla chiesa. La polizia giudiziaria sta vagliando gli elementi a carico dei tre indagati riguardo a numerosi episodi avvenuti questa estate. 

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