Caso 41 bis, Todde: «No al cda della mafia in Sardegna, pronti a scendere in piazza»
La governatrice invita alla mobilitazione contro il trasferimento di 240 detenuti in regime duro a Uta, Bancali e Badu ‘e CarrosPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Chiedo ai sardi e alle sarde di scendere in piazza insieme a me, di far capire che la Sardegna non ci sta a diventare il carcere d'Italia». Così, in un video pubblicato sui social, la governatrice Alessandra Todde, invitando l’Isola alla mobilitazione contro la decisione del Governo di inviare centinaia di detenuti al 41 bis nelle carceri di Badu' e Carros, Uta e Bancali.
Nel suo post Todde ha ricordato quanto accaduto nella Conferenza stampa Stato-Regioni dello scorso 18 dicembre: «Il sottosegretario Del Mastro rende un'informativa sul 41 bis. E dice delle cose molto importanti, mettendo nero su bianco quello che è il disegno del governo. E dice anche, rispetto ai 192 posti previsti, che verrà aggiunto almeno il 20% in più. Quindi stiamo parlando di 240 detenuti al 41 bis, più di un terzo dell'intera popolazione carceraria al 41 bis d'Italia, che arriverà in Sardegna».
«Questi signori – ha affermato la governatrice a proposito dei detenuti al carcere duro – rappresentano i consigli d’amministrazione della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra e sicuramente avranno un impatto sulle nostre attività, sulla nostra economia e sulla nostra sanità».
Di qui l’invito a scendere in piazza, per dire no ai trasferimenti in massa: «Noi sardi – conclude Todde - siamo un popolo onesto, siamo un popolo di persone con la schiena dritta e vogliamo sceglierci il nostro destino. Non vogliamo che il destino ci venga imposto da altri».
(Unioneonline)
