Stesso aeromobile, identico problema, medesima emergenza: è stata un’anomalia all’impianto di pressurizzazione, nella tarda serata di ieri, a imporre il rientro a Fiumicino, pochi minuti dopo il decollo, al pilota dell’aereo Aeroitalia destinato a Cagliari. Un copione andato in scena già nel pomeriggio: decollo, malfunzionamento e rientro alla base. 

La cronaca dei due eventi è molto simile. Aeroitalia sta utilizzando aerei di un vettore greco. Uno di questi ieri era in servizio sulla rotta Fiumicino-Cagliari. Il primo volo era delle 13,30. Partito puntuale con 106 passeggeri a bordo ha raggiunto una quota di 11mila piedi sul Tirreno quando, all’improvviso, è sceso fino a poco meno di 5mila per poi tornare al Leonardo Da Vinci. La compagnia ha detto: «Anomalia all’impianto di pressurizzazione». 

Un caso isolato? No. Perché lo stesso aereo – di sicuro dopo accurati controlli – era di nuovo in pista in serata. In ritardo, stavolta: l’atterraggio a Cagliari era previsto alle 23,20, il decollo è avvenuto alle 22,50. Raggiunta quota 11mila piedi ecco che la rotta è stata invertita più o meno a metà tratta. 

Cosa è successo? Lo rivela la compagnia: l’aereo «con a bordo 69 passeggeri oltre all'equipaggio, è rientrato precauzionalmente all'aeroporto di partenza a seguito della segnalazione di un'anomalia all'impianto di pressurizzazione. L'atterraggio», dicono da Aeroitalia, «è avvenuto regolarmente e in totale sicurezza. I passeggeri, inoltre, sono stati assistiti dal personale della compagnia, trasferiti in albergo per la notte e successivamente riprotetti sul volo XX2331» di questa mattina, «con partenza da Roma-Fiumicino alle ore 7, destinazione Cagliari».

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