Una scia di violenza e degrado che non accenna a fermarsi, passata in pochi giorni da un'aggressione per strada a un vero e proprio raid intimidatorio sotto casa. Il cuore di Stampace, a Cagliari, fa i conti con un'escalation che ha gettato nel terrore i residenti, culminata nella devastazione dell'area esterna di un'abitazione privata e nel fermo di due cittadini algerini da parte della polizia.

Tutto ha avuto inizio domenica 1° novembre, intorno alle 19:30, in via Fara, a pochi passi da piazza Yenne. La vittima è Paolo Eriu, 60 anni, residente nella zona, preso di mira da due giovanissimi nordafricani nel tentativo di sottrargli il monopattino.

«Poco prima delle 20 si è avvicinato un giovane in monopattino mentre stavo entrando nel portone di casa», racconta Eriu ricostruendo i momenti concitati, «e mi dice “Mi fai fare una chiamata?". Gli ho detto: "Mi prendi in giro, ce l’hai il telefono?" Poi mi ha spruzzato negli occhi lo spray al peperoncino. Mi ha praticamente svuotato la bomboletta in faccia. Ho urlato. E dalle urla sono usciti i vicini e i miei parenti, tante persone, e se n'è andato. Mi sono aggrappato al monopattino e ho impedito che me lo portassero via. Ma ho avuto molta paura. I dolori per i bruciori sono indescrivibili». Nel tentativo di soccorrere l'uomo, rifugiatosi nel portone di un’abitazione, sia la residente dell'immobile sia una parente del ferito sono rimaste colpite dalla sostanza urticante. Eriu è stato soccorso dal 118, ha riportato alcune abrasioni al volto.

Ma l'incubo nel quartiere ha registrato un nuovo e gravissimo capitolo la notte del 5 novembre. La Questura ha confermato l'intervento e il fermo di due cittadini algerini in via Fara, bloccati dagli agenti dopo un tentativo di furto d'auto. Secondo i residenti sarebbero gli stessi aggressori di Eriu. Proprio in quelle ore concitate, i due giovani, probabilmente convinti che il 58enne aggredito pochi giorni prima risiedesse in quel palazzo, sono tornati davanti alla stessa abitazione.

«Mentre ero fuori casa, sono stata contattata dai vicini perché due giovani, che riteniamo essere gli stessi aggressori algerini, erano tornati davanti alla mia abitazione», racconta T. M., ancora sotto choc, «hanno rovesciato i vasi e altri oggetti all'esterno della mia casa. Secondo quanto mi è stato riferito, avrebbero poi utilizzato un oggetto metallico appeso nel mio ingresso per sfondare una vettura e impossessarsene». L'intervento tempestivo delle forze dell'ordine ha permesso di bloccare e fermare i responsabili, ma per chi vive nella via la tensione rimane altissima. 

© Riproduzione riservata