Muffa sulle pareti, intonaco scrostato, nessun sistema di ventilazione e un’intera ala inagibile. Questa la condizione in cui versano i bagni pubblici di Piazza Costituzione.

Un servizio essenziale per la città, soprattutto nella stagione estiva, con l’arrivo di migliaia di croceristi, ma che da anni versa in condizioni critiche senza che dal Comune siano arrivati interventi strutturali risolutivi.

Sulla carta, i bagni comunali sotto al Bastione, nel cuore pulsante della città, dovrebbero contare quattro toilette per gli uomini, due per le donne e una per persone con disabilità per lato. Ma la realtà, ad oggi, è ben diversa. Un cartello scritto a mano e sistemato su un fasciatoio mette subito le cose in chiaro: “Fuori servizio”. Da oltre un anno solo due bagni su otto sono aperti al pubblico, uno per le donne e uno per gli uomini – e per le persone con disabilità l’unica soluzione che resta è fare sosta in uno dei locali del centro. Una situazione insostenibile per i tanti utenti che durante l’anno frequentano le vie del centro città e che, tra shopping e caffè, avrebbero bisogno di accedere al servizio.

Le condizioni – «I bagni sono sempre puliti e sorvegliati, però il problema della muffa è veramente invasivo», racconta Aladin, edicolante del Bastione. Promosse a pieni voti pulizia e personale, «sempre gentile e disponibile», questo però non basta a nascondere i gravi problemi strutturali e idraulici che hanno portato nel tempo alla chiusura di tre quarti degli accessi. Così, nelle giornate più soleggiate, decine di persone si distribuiscono ordinate in fila, aspettando il proprio turno e, uno per volta – un po’ come alla cassa del supermercato – possono usufruire del bagno, con tempi d’attesa infiniti e circondati da muri infestati dalla muffa.Un servizio totalmente gratuito – il che piace ai più – ma che non manca di incassare critiche. «Penso che sia un servizio essenziale ma che purtroppo non sia stato mantenuto correttamente – racconta Silvana, una turista incontrata proprio all’uscita dei servizi sotto al Bastione –. La zona donne non è separata da quella uomini, le porte non si chiudono bene. Servono interventi strutturali al più presto».

La caccia al tesoro – In una città che si dice “a vocazione turistica” come Cagliari, sono solo tre i bagni pubblici a disposizione: oltre a quelli del Bastione, anche in piazza Garibaldi e in piazza Ingrao. Per tutti vale la stessa storia: trovarli sembra una vera e propria caccia al tesoro. Nessun cartello o segnaletica luminosa indica il percorso per raggiungere i locali igienici. Così, ai cagliaritani tocca spesso il compito di fare da cicerone ai turisti spaesati, mentre ai ristoratori quello di gestire i flussi incessanti di richieste di accesso alla toilette.

Le altre sedi – Sembra andare meglio in piazza Ingrao. Subito dopo l’utilizzo, un dipendente della Pfe, la società che gestisce i servizi, passa lo straccio e spruzza deodorante profumato. «Non mancano mai sapone per le mani e carta ma andrebbero ritinteggiate le pareti, non solo per una questione estetica ma soprattutto igienica», dice frettolosa una signora, mentre riprende le sue faccende. Infine, i servizi igienici di piazza Garibaldi: i più recentemente ristrutturati, e si vede. Sei toilettes totali, area uomini e donne ben separate e due servizi igienici per i disabili. A chiudere il cerchio, un montacarichi per permettere a tutti l’accesso.

Un quadro a macchia di leopardo che mette in luce una gestione disomogenea dei servizi igienici cittadini e che solleva interrogativi sull’attenzione riservata dall’amministrazione ai servizi essenziali.

Alessandra Ragas

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