Ancora “Capodanno diffuso” a Cagliari, l’opposizione: «Festa di serie B, disastro annunciato»
Il centrodestra di palazzo Bacaredda: «Potevamo ospitare il grande evento regionale: l’ha preso Alghero perché, dicono in Comune, i nostri uffici hanno un’eccessiva mole di lavoro»Il palco in piazza Yenne
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L’opposizione in consiglio comunale va all’attacco sul piano di “Capodanno diffuso” pensato per Cagliari dalla Giunta di Massimo Zedda anche la notte di San Silvestro che chiuderà il 2026 e darà il benvenuto al 2027.
«Cagliari si conferma, purtroppo, la capitale del "vorrei ma non posso”, o per meglio dire del “potrei ma non voglio”. Mentre la città viene svuotata dalla mancanza di visione, assistiamo all'ennesimo disastro annunciato per le festività di fine anno»: l’accusa arriva dai consiglieri di centrodestra della commissione Cultura Ferdinando Secchi, Pierluigi Mannino, Roberta Sulis e Marcello Corrias.
«Le trionfalistiche dichiarazioni della Giunta sul cosiddetto “Capodanno diffuso” sono solo fumo negli occhi per mascherare una realtà amara», esordisce Secchi, «Cagliari si prepara a subire il terzo Capodanno consecutivo di serie B. La verità gravissima è che il nostro Comune ha gettato al vento l'opportunità di ospitare il grande evento regionale, poi prontamente incassato da Alghero. Il motivo? La presunta “eccessiva mole di lavoro” dei nostri dirigenti. Un'amministrazione che rinuncia alla vetrina più importante dell'anno perché gli uffici “non ce la fanno a gestirla” certifica pubblicamente la propria totale paralisi gestionale. Invece di far convergere migliaia di persone, sulla nostra città, questa programmazione mediocre farà scappare i cagliaritani verso altre mete».
A fargli eco è il Pierluigi Mannino, vice presidente della commissione, che punta il dito sulla mancanza di coraggio e di attrattiva turistica: «Siamo alle solite. Mentre altre città – da Olbia ad Alghero, da Palermo a Rimini – già da mesi hanno annunciato il loro Capodanno, mettendo in cartellone nomi di grande richiamo usati per vendere la città all’estero e riempire hotel aerei a dicembre, noi a metà settembre siamo ancora fermi alla generica manifestazione di interesse per la solita festa diffusa. Vengono stanziati 578 mila euro per il solito copione: mega palco in Largo Carlo Felice, cover anni '70-'80-'90 al Bastione, dj set e un generico "artista di rilievo nazionale”. Non c'è assolutamente nulla che faccia prenotare un volo o che faccia parlare di Cagliari fuori da Cagliari. Si sceglie di volare basso, ma chi vola basso, alla fine, corre solo il rischio di schiantarsi nell’anonimato».
(Unioneonline/E.Fr.)
