«Ho salutato mio fratello che è salito su un barchino salpato da Annaba il primo settembre. A bordo c’erano quattordici persone tra cui tre bambini. Da quel giorni non abbiamo più avuto sue notizie, aiutatemi a cercarlo». L’appello disperato viene lanciato da Aouachria Med Cherif, un giovane algerino che, dopo aver letto le pagine web de L’Unione Sarda che in questi giorni hanno dato notizia dell’ultima ondata di sbarchi, ha scritto per essere aiutato ad avere informazioni su un’imbarcazione su cui viaggiava il fratello Abd Erraouf di 27 anni, salpata per il Sud Sardegna.

Il viaggio

«Mio fratello al momento della partenza indossava un paio di pantaloncini e una maglietta bianca. Dal giorno della partenza io e i parenti degli altri viaggiatori non abbiamo più avuto alcuna notizia di loro. Non siamo riusciti a trovare alcuna traccia del loro arrivo o della loro sorte. Non sappiamo se l’imbarcazione sia mai arrivata sulle coste sarde».

Era partito su una piccola imbarcazione in vetroresina, su una delle barche che hanno quasi totalmente sostituito quelle in legno. «Non è arrivata nemmeno una telefonata e siamo disperati, non sappiamo più cosa fare. – aggiunge – Siamo in angoscia da 40 giorni».

L’angoscia

La famiglia di Aouachria Med Cherif è in triste compagnia in questa attesa e c’è anche chi sta aspettando da oltre un anno anche solo per poter piangere davanti alla salma del proprio familiare annegato mentre cercava di raggiungere le coste dell’Isola. Come la famiglia del migrante che per 14 mesi è rimasto nella cella frigo della camera mortuaria dell’ospedale Cto di Iglesias, dopo il naufragio del 10 agosto del 2025.

Fabio Murru

Tutti i dettagli su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital

© Riproduzione riservata