Vinitaly, debutta la Rete Enoturismo Sardegna: «Un progetto per fare sistema»
La Sardegna prova a trasformare il vino in leva stabile di sviluppo turistico. Al Vinitaly di Verona debutta la Rete Enoturismo Sardegna (RES), progetto pilota finanziato dall’assessorato regionale all’Agricoltura che riunisce cantine e operatori con l’obiettivo di costruire un’offerta integrata, capace di attrarre visitatori anche fuori stagione. Non solo promozione del prodotto, dunque, ma costruzione di un sistema.
È il passaggio indicato dal presidente della rete, Luigi Cau, che sottolinea la necessità di «parlare con una sola voce» per rendere riconoscibile la destinazione Sardegna nel panorama nazionale dell’enoturismo. Un cambio di paradigma che punta a mettere insieme produzione, accoglienza e racconto del territorio. Il confronto con realtà già strutturate ha rafforzato la direzione intrapresa. Per Fausto Faggioli, della Confederazione Italiani nel Mondo, il valore oggi non è solo nella qualità del vino, ma nell’esperienza complessiva offerta al visitatore. Sulla stessa linea la direttrice di Destinazione Romagna, Chiara Astolfi, che richiama l’importanza di fare rete e costruire identità riconoscibili, soprattutto in un contesto in cui anche le scelte di viaggio sono sempre più influenzate dalle tecnologie.
Il progetto RES si sviluppa come un circuito diffuso che attraversa tutta l’isola, dalle coste alle aree interne, valorizzando la diversità dei territori. Un modello che punta anche su formazione e scambi internazionali: nei mesi scorsi alcuni operatori hanno visitato la Rioja Alta, in Spagna, mentre è già prevista una tappa a Bordeaux, in Francia. L’obiettivo è duplice: creare nuove opportunità economiche per le imprese vitivinicole dell’Isola e contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici.
