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Parmigiano Reggiano a TuttoFood: export I trim +1,8%, focus formazione
12 maggio 2026 alle 10:45
Milano, 12 mag. (askanews) - Il Parmigiano Reggiano Dop è sempre più presente sulle tavole estere. I primi tre mesi dell'anno hanno continuato a crescere oltreconfine come era già avvenuto nel 2025, nonostante le difficoltà legate al contesto geopolitico. E la presenza del Consorzio di tutela a TuttoFood 2026 è un'occasione per continuare a promuovere questo formaggio presso i buyer stranieri, per fare cultura intorno a un prodotto che è figlio di un territorio e di un saper fare distintivi."E' evidente che il Parmigiano Reggiano è sempre più internazionale - ci ha detti Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - Non solo il 2025 si è chiuso con oltre un 50% di Parmigiano Reggiano venduto sulle internazionali, i primi mesi del 2026 ci dicono 53,8% di Parmigiano Reggiano sul mercato mondiale, con un'accelerazione di oltre 1,8% rispetto all'anno precedente. Questa è la nostra strada, questa è la nostra traiettoria".Una traiettoria lungo la quale non mancano i fattori di rischio, legati alle conseguenze del conflitto iraniano come alle politiche commerciali protezionistiche: "Il vero grande tema è sempre il solito, l'incertezza - ha spiegato - perché domanda di Parmigiano Reggiano ce n'è, si è fermato nel primo mese 2026, gennaio '26 su '25 abbiamo fatto un -16% negli Stati Uniti, ma gennaio-aprile ha un segno positivo, perché poi dopo essendoci domanda bisogna ricominciare a importare. Quello che spaventa è l'immediato perché a causa di enunciazioni più o meno solide, ecco, i mercati in realtà si fermano".Proprio per affrontare le incertezze dell'immediato, proiettando la Dop nel lungo periodo, il Consorzio a TuttoFood ha scelto di partire dalla divulgazione e dalla formazione, sostenuto anche dalla presenza del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida che ai formatori dell'Accademia Parmigiano Reggiano ha conferito la patch della "Cucina italiana patrimonio immateriale dell'Unesco":"Noi corriamo un grande rischio, che non si faccia più il Parmigiano Reggiano non perché non c'è più il latte o i foraggi, ma perché possono non esserci più le persone che fanno questo prodotto. E quindi qui oggi andiamo a celebrare l'attività di formazione e di divulgazione. In modo particolare, il ministro ha dato un riconoscimento ai divulgatori dell'Accademia del Parmigiano Reggiano, quelle persone che il consorzio ha individuato per diffondere il saper fare del Parmigiano Reggiano a un pubblico di cittadini e a come distinguere, riconoscere, valorizzare dal punto di vista organolettico il prodotto".In questo percorso anche la grande distribuzione diventa un interlocutore con cui dialogare per far crescere il posizionamento della Dop, non più semplice formaggio da grattugiare sulla pasta ma protagonista sulla tavola a pranzo come al momento dell'aperitivo. "Stiamo lavorando a un corner che vuol far identificare facilmente nella distribuzione dove il Parmigiano Reggiano è e dare quella che è non solo la biodiversità, ma l'utilizzo del Parmigiano Reggiano. Parlando con i cittadini ci rendiamo conto che tanti non sanno che ad esempio acquistando un pezzo di 24 mesi o di 30 mesi io lo posso usare per 4, 5 utilizzi differenti. Ecco, questo in distribuzione dovrà essere il più chiaro possibile".
