"Gianvittorio", il documentario di Cingolani commuove il pubblico di Alghero
Sala gremita, al Quarter, lo scorso 8 maggio, per la prima assoluta del documentario "Gianvittorio" diretto da Rossana Cingolani e dedicato alla figura di Gianvittorio Vacca. L’iniziativa, promossa dalla Società Umanitaria di Alghero, è nata come omaggio all’artista nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. Nato ad Alghero nel 1936, Vacca ha attraversato linguaggi e materiali diversi, dall’artigianato del corallo alla scultura, dalla ceramica all’arredamento fino alla scenografia, costruendo un percorso originale, lontano dalle etichette e profondamente radicato nella dimensione artigianale del fare. <Non ho mai cercato di essere celebrato come artista - diceva - tutt’al più ho cercato di essere apprezzato come uomo di bottega>, una frase che riassume lo spirito di una figura libera e autentica, capace di muoversi tra creatività e quotidianità senza mai perdere il legame con la propria comunità. Il documentario, della durata di 45 minuti, ripercorre la sua storia attraverso opere, testimonianze e immagini che restituiscono anche uno spaccato della Alghero degli anni Sessanta, tra fermento culturale e vita mondana. Un racconto che mette al centro non solo l’artista, ma anche l’uomo e le relazioni costruite nel tempo. Alla proiezione ha preso parte la regista, attiva da oltre trentacinque anni nel montaggio e nella post-produzione per cinema e televisione, con collaborazioni importanti con autori come Pupi Avati, Francesca Archibugi, Gianni Amelio e Marco Ferreri. Momento particolarmente toccante è stato il ricordo affidato alle parole del figlio Elias Vacca.
