«Arretrare significa perdere tutto»: il giornalista Claudio Locatelli racconta l’Ucraina al quinto anno di guerra

28 febbraio 2026 alle 19:22aggiornato il 28 febbraio 2026 alle 19:23

Un chilometro indietro sono cento persi». Claudio Locatelli riassume così lo stato d’animo del popolo ucraino dopo oltre quattro anni di guerra. Intervistato a margine della manifestazione di oggi in piazza Garibaldi a Cagliari, il giornalista – da due anni sul fronte – racconta un Paese «stanco, ma consapevole che arretrare non significa perdere solo territorio, ma case, affetti, identità».

Locatelli ricorda di essere stato presente alla battaglia di Kiev: «All’inizio neppure l’esercito ucraino era certo di riuscire a resistere. E invece, dopo più di quattro anni, la Russia non è riuscita a prendere l’intero Paese e controlla poco più del 12% del territorio».

Dalla delusione per il sostegno incerto degli Stati Uniti, spiega, «gli ucraini hanno reagito evolvendosi anche dal punto di vista tecnologico, sviluppando soluzioni autonome sul campo». Ora è iniziato il quinto anno di conflitto e, sottolinea, «c’è bisogno di dare una percezione reale di ciò che accade, al di là di tutte le propagande».

Locatelli sarà a Cagliari anche questo pomeriggio: alle 18.30 alla libreria Ubik di via Sonnino racconterà la sua esperienza diretta dal fronte