Confindustria Ceramica in campo contro il caro prezzi

12 maggio 2026 alle 11:05
Roma, 12 mag. (askanews) - Agire bene e al più presto contro il caro energia. Alla luce dei recenti eventi geopoitici, continua la preoccupazione di Confindustria Ceramica per il caro prezzi dell'energia ed i livelli dell'ETS, che delineano una fase emergenziale che mette a rischio le imprese italiane e non solo. Le istituzioni regionali e il sistema industriale chiedono dunque all'Unione Europea interventi urgenti e mirati come la sospensione temporanea del sistema ETS per il settore ceramico, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo.L'intervista di Augusto Ciarrocchi, Presidente Confindustria Ceramica: "Stiamo subendo questa fase di caos globale derivante soprattutto dall'ultima guerra che si sta verificando nel Golfo. Siamo in attesa che questa situazione si risolva perché poi paradossalmente l'industria italiana, soprattutto l'industria energetica e il nostro settore vengono fortemente penalizzati da queste dinamiche attuali".Il commento di Aurelio Regina, Delegato all'Energia di Confindustria: "Il tema si incentra sui costi anche dovuti ai rincari per la crisi che stiamo vivendo a livello internazionale e questo avviene già su una situazione strutturalmente debole dell'Italia, che presenta già dei costi superiori rispetto a quelli dei propri concorrenti europei ed internazionali. La politica energetica è un tema di sicurezza nazionale, è un tema di sicurezza delle nostre industrie, è un tema di approvvigionamento, è un tema di competitività". L'obiettivo è chiaro: garantire che la transizione ecologica proceda con tempi e strumenti compatibili con la realtà industriale, salvaguardando una filiera strategica per l'Europa. Per fare ciò ci sarà bisogno di dare un taglio deciso col passato per accogliere in pieno il futuroLuigi Di Carlantonio, Raggruppamenti laterizi di Confindustria Ceramica: "Un punto di partenza, noi lo aspettavamo da tanto, è arrivato, dobbiamo dire bene, aspettavamo qualcosa di più importante, però meglio iniziare e poi piano piano nel tempo speriamo di migliorarlo. Chiaramente noi che cosa proponiamo, che cosa vorremmo più che altro? Non soltanto liberare le case da chi le occupa, vorremmo una riqualificazione del nostro patrimonio edilizio vetusto".Sono 57 le aziende produttrici di laterizi in Italia che occupano complessivamente circa 3.000 addetti. La produzione italiana di laterizi nel 2024, effettuata in 75 stabilimenti produttivi, si è attestata a 4,1 milioni di tonnellate. Dati che non passano inosservati e che portano Confidustria Ceramica a guardare al futuro con cautela, ma anche con la speranza che energia più sostenibile e politiche efficaci possano ridare slancio al comparto.