Una decisione presa all’unanimità sulla cosiddetta “zona rossa”: le misure di vigilanza rafforzata nel centro storico andranno avanti per altri quattro mesi, fino al 31 gennaio, comprendendo dunque le festività di Natale e di fine anno. L’annuncio è arrivato ieri mattina al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Durante la riunione in Prefettura sono stati analizzati i risultati ottenuti dall’introduzione, un anno fa, del provvedimento: risultati ritenuti «positivi», con una «diminuzione dei reati e dei fenomeni riconducibili alla microcriminalità» ma anche un «miglioramento delle condizioni di sicurezza, anche sotto il profilo della percezione da parte della collettività».
Telecamere e arresti
Parole contenute in un comunicato perché al termine del vertice non ci sono state dichiarazioni ufficiali, a parte il sindaco Massimo Zedda. «Si è deciso di proseguire con il potenziamento dei controlli nelle zone vicino alla stazione e al porto, come in tante altre realtà italiane», evidenzia il primo cittadino, «dopo aver approfondito gli aspetti che riguardano, più in generale, la sicurezza: e i dati evidenziano un calo dei reati in città. Non solo. Il maggior deterrente è che chiunque abbia commesso dei reati gravi è stato, grazie alle indagini e ai sistemi di videosorveglianza, individuato e arrestato». Zedda sposta poi il mirino su quelle che sono delle emergenze: «Il consumo di droghe e, come già segnalato anche l’anno scorso, i reati di pedopornografia, vero dramma, così come emerso anche in una recente indagine che ha permesso di individuare gli autori dei reati».
L’analisi
Oltre al sindaco, il comitato di ieri, sotto il coordinamento della vice prefetto vicario, Maria Antonietta Gregorio, ha visto la partecipazione del questore, Rosanna Lavezzaro, del comandante provinciale dei Carabinieri, Luigi Grasso, di quello della Guardia di Finanza, Gaetano Cutarelli, e anche la presenza del Procuratore della Repubblica di Cagliari, Rodolfo Maria Sabelli. La diminuzione dei reati e un senso di maggiore sicurezza, così come ribadito durante il Comitato, è stata possibile grazie alle «misure di vigilanza rafforzata adottate nelle aree più sensibili del capoluogo». Questo ha permesso, come fatto sapere dagli uffici della Prefettura di Cagliari, «di rafforzare il presidio del territorio e di restituire queste zone al pieno e ordinario utilizzo da parte dei cittadini e degli operatori economici». Per questo, in modo condiviso, si è arrivati alla decisione di prorogare di quattro mesi le misure già in vigore sempre nelle stesse zone: piazza del Carmine, via Malta, via Sassari, via Maddalena, viale Trieste (fino all’incrocio con via Tavolara), via Crispi, viale La Plaia e piazza Matteotti. In questo modo, secondo quanto ritenuto dai partecipanti al Comitato, si punta a consolidare e assicurare « la continuità dell’azione di prevenzione e controllo». I quattro mesi servono inoltre a far rientrare nel provvedimento anche il periodo di Natale e di fine anno quando «è prevedibile un significativo incremento delle presenze in città e, conseguentemente, una maggiore affluenza nelle principali aree del centro».
L’attesa
Dunque si va avanti con la “zona rossa” anche se questo termine non è mai piaciuto ad abitanti e commercianti di Stampace: vanno bene controlli e servizi, ma chiamandola così si dà un’idea sbagliata sull’intera area.
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