Sembrerà pure una contraddizione, ma nella Regione dove per trovare campo bisogna fare le acrobazie sono stati mobilitati 144 milioni di euro per la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione. Ma perché un’azienda dovrebbe insediarsi in territori dove la presenza di internet non può essere data per scontata? In realtà l’assessorato alla Programmazione ha una risposta anche sul piano del digital divide che penalizza soprattutto le zone dell’interno. Nell’Isola la banda ultralarga è finanziata con fondi del Pnrr. «Il tema delle infrastrutture di connettività e del digital divide va distinto dagli investimenti regionali – spiega Giuseppe Meloni – il Piano Italia 1 Giga è finanziato a livello nazionale attraverso il Pnrr e attuato da Infratel: in Sardegna prevede un investimento di circa 500 milioni di euro per portare collegamenti ultraveloci a oltre 350 mila civici nei 377 Comuni dell’isola». Comunque, sostiene l’assessore e vicepresidente della Regione, «superare il digital divide è anche una questione di equità territoriale. Lavorare, studiare, fare impresa o accedere a un servizio non può dipendere dal luogo in cui si vive. Una connessione adeguata può contribuire a ridurre le distanze che penalizzano soprattutto i centri più piccoli e le aree interne e a garantire a tutti i territori le stesse possibilità di partecipare allo sviluppo dell’Isola». La gara di Infratel per la Sardegna è stata vinta da FiberCop, società che gestisce l’infrastruttura di rete più avanzata ed estesa del Paese a disposizione degli operatori, e che ha avviato il il Piano di cablaggio “Italia 1 Giga”. Allo stato attuale risultano collegati oltre 150mila civici, quindi il 44% del totale. Quindi, se la situazione è in miglioramento, pesa ancora tantissimo quel 56% di opere ancora da realizzare.
Imprese
Dei 144 milioni investiti in digitalizzazione, 34 milioni (fondi Fesr) sono destinati al bando per sostenere la transizione digitale delle piccole e medie imprese, altri 4 (sempre di fondi Fesr) serviranno alla costruzione di un centro Industria 4.0 per supportare le aziende che scelgono la strada della transizione. Infine, ulteriori circa 106 milioni per la realizzazione di servizi informativi avanzati per la Regione e gli enti collegati. Il bando per la digitalizzazione prevede la concessione di contributi a fondo perduto per le imprese che vogliano adottare tecnologie avanzate. Ovvero, soluzioni come l’intelligenza artificiale, l’analisi dei Big Data, la blockchain (registro digitale condiviso), la realtà aumentata, il web semantico, strumenti specifici per la manifattura avanzata, l’agricoltura di precisione, l’economia circolare e la gestione intelligente dell’energia. «Vogliamo aiutare le nostre imprese, soprattutto quelle più piccole, a utilizzare tecnologie che possono incidere sulla loro capacità di innovare, competere e aprirsi a nuovi mercati – dice l’assessore – dal cloud alla cybersecurity, dall’intelligenza artificiale e dai Big Data alla realtà aumentata, all’Internet of Things, fino alla manifattura avanzata e all’agricoltura di precisione. Sono già 249 le domande che potranno essere finanziate con le risorse disponibili».
Industria 4.0
A tutto questo è complementare la costruzione del centro industria 4.0 all’interno dell’area di insediamento di Sardegna Ricerche a Pula. «Sarà uno spazio nel quale imprese, professionisti, ricercatori e studenti potranno sperimentare tecnologie avanzate e verificarne l’applicazione ai processi produttivi – aggiunge Meloni - la Sardegna ha competenze, ricerca e imprese innovative: il nostro compito è creare le condizioni perché questo patrimonio produca nuove opportunità per tutto il sistema economico regionale».
Pubblica amministrazione
Un altro capitolo importante riguarda la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione, sulla quale sono programmati circa 106 milioni di euro. Il Portale unico dei servizi, l’evoluzione delle piattaforme regionali, la cybersecurity, il potenziamento del data center in ottica cloud e l’impiego dell’intelligenza artificiale per rendere più semplice il rapporto con cittadini e imprese, ridurre tempi e passaggi e migliorare la qualità dei servizi. Perché, conclude l’assessore, «innovare la Pubblica amministrazione per noi vuol dire anche questo: renderla più vicina e più capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e del sistema produttivo».
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