Oristanese.

L’incubo del “rischio gittata”: «Pericoli per l’incolumità se si rompe un generatore» 

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Tecnicamente si chiama rischio gittata. Indica la distanza che una pala eolica, o un suo frammento, può percorrere in caso di rottura. «Una minaccia sottovalutata», dice Maria Grazia Demontis, presidente del Coordinamento Gallura per la difesa della Sardegna. Ma il parco di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio, 50,4 megawatt nell’Oristanese, «così com’è progettato rappresenta un pericolo per l’incolumità della popolazione, la sicurezza degli insediamenti agro-pastorali e l'integrità dei beni paesaggistici vincolati».

Il caso

Nei giorni scorsi i sindaci dei tre Comuni – rispettivamente Lorenzo Carcangiu, Gianni Tatti e Antonio Cuccu – hanno convocato un’assemblea. Il progetto che incombe si chiama “Serra e Mesu”. Era agosto del 2024 quando il Mase ha avviato l’iter autorizzativo per sette maxi aerogeneratori. Pale da venticinque tonnellate ciascuna e 7,2 megawatt, per 252 metri di altezza, sono i numeri scritti nella relazione della “Wpd Serra e Mesu”, sede a Cagliari. «Riteniamo – dice Demontis – che a fronte di impianti industriali di tale inaudita portata, i perimetri di sicurezza siano gravemente, irresponsabilmente e colpevolmente sottostimati».

È materia per ingegneri la misurazione del rischio gittata. Le stime, dichiaratamente prudenziali, indicano una traiettoria tra i 250 e i 300 metri. Ma è proprio questa la preoccupazione dei sindaci. «La sottostima dei rischi rappresenta una criticità costante in un elevatissimo numero di progetti presentati in Sardegna: siamo davanti a un modus operandi ricorrente che è già stato denunciato dal nostro Coordinamento, attraverso esposti e azioni legali – sottolinea Demontis –. Questo perché si ricorre a scenari teorici, troppo spesso semplificati e quindi irrealistici».

Eventi non previsti

Il problema, che viene bollato come «non calcolato», riguarda «le condizioni di guasto critico». I casi più diffusi sono due. «Da una parte – continua Demontis – c’è la perdita del pitch control», ovvero salta l’assetto al sistema meccanico di una pala. «Dall’altra si possono guastare i sistemi di frenatura, specie durante eventi meteo estremi», quindi succede che i blocchi vadano in tilt, le pale fuorigiri. A una velocità non più controllabile. «Sono avarie prevedibili, invece in troppi casi non vengono nemmeno menzionate nei progetti».

Il quadro normativo

Eppure c’è una sentenza che dà ragione alle posizioni del Coordinamento Gallura, con cui i sindaci oristanesi stanno lavorando sui rischi di “Serra e mesu”. Il provvedimento è il numero 7400 del 2024. «Il Consiglio di Stato – spiega Demontis – ha stabilito che calcolare la gittata dei frammenti in caso di rottura accidentale è un obbligo imprescindibile. In virtù del principio di precauzione, la tutela della sicurezza pubblica deve essere garantita sempre, persino davanti a eventi imprevisti o a bassa probabilità. Questo vuol dire che i frammenti di una pala non sono un pericolo limitato alla sola area recintata attorno alle torri. Nella pratica rappresentano proiettili micidiali, scagliati ad altissima velocità, con impatti potenzialmente letali per la popolazione, oltre ad avere effetti distruttivi per gli edifici. Tutto è sotto minaccia: le case e il patrimonio storico-identitario dei territori».

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