I sardi che ieri hanno acquistato un biglietto aereo da Cagliari a Milano per oggi hanno dovuto accontentarsi: erano disponibili posti solo per il primo volo del mattino (decollo alle 6, sveglia alle 4) o per l’ultimo della sera (alle 20,20: atterraggio previsto alle 21,40). Le partenze negli orari più comodi (11,20-12,20-15,10 e 17,20) erano già tutte prenotate e ci si doveva mettere in lista d’attesa. Per venerdì prossimo erano già in lista d’attesa i voli delle 10,30, delle 13,10, delle 15,10 e delle 17,10; gli stessi anche per domenica, con l’aggiunta delle 20. Al computer, ieri, si è messo anche Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil: rotta Alghero-Milano, data lunedì 5 ottobre (giorno in cui scade l’attuale servizio in continuità territoriale), andata e ritorno in giornata. Risposta? Nessun volo disponibile. «È inaccettabile che non si riesca a trovare posto prenotando un volo con una settimana di anticipo», commenta il sindacalista. E «anche a Olbia – segnala Elisabetta Manca, segretaria generale aggiunta Uil trasporti – si registrano difficoltà a trovare posti per Milano negli orari meno scomodi».
Non sono lamentele campate per aria né pretese dettate dal capriccio. La continuità territoriale non è soltanto una questione di tariffe agevolate ma uno strumento concepito per cercare di compensare lo svantaggio dell’insularità e garantire ai sardi il diritto alla mobilità, assicurando collegamenti con la Penisola a condizioni accessibili e secondo standard definiti di frequenza. I sardi hanno il diritto di essere in grado di raggiungere il resto d’Italia per lavoro, studio, cure o esigenze familiari: non proprio come avere le stesse possibilità di uno che abita a Ferrara o a Brescia, ma quasi. La disponibilità effettiva dei posti in aereo quando se ne ha bisogno, ovviamente, è essenziale.
Per Elisabetta Manca un ruolo lo gioca «il taglio di rotte da e per l’Isola da parte di Ryanair: chi prima avrebbe magari volato per altre destinazioni minori ora ripiega sulle rotte in continuità territoriale». E ora potrebbe arrivare un taglio di rotte da parte di Volotea. Manca e Boeddu indicano fra le cause l’impennata dei costi del carburante per aerei e la conseguente, «imponente cancellazione dei voli delle compagnie low cost»: «Un mese e mezzo fa – ricorda l’esponente della Uil – la Regione ha stanziato 10 milioni di euro per i ristori alle compagnie che svolgono la continuità territoriale ma, come sottolineava giorni fa l’ad di Aeroitalia, nessuno sa come e quando queste risorse saranno erogate. Uil Trasporti, Filt Cgil e Fit Cisl hanno chiesto chiarimenti all’assessora regionale ai trasporti, Barbara Manca, e siamo in attesa di risposte». Soluzioni? Per la Filt Cgil (e non è la prima volta che il segretario Boeddu la propone) servirebbe «una continuità territoriale aerea articolata: non bandi per singola tratta ma comprensivi sia delle rotte profittevoli che di quelle meno remunerative, e una premialità per chi offre un collegamento nazionale oltre a quelli su Roma e Milano».
Non è che l'estensione dei be nefici della continuità, prima riservata ai residenti in Sardegna, ad altre categorie abbia finito per danneggiare i residenti? «Al momento non ne abbiamo contezza, il bilancio per noi è positivo», risponde Manca.
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