«Vince sempre la discontinuità». La reazione ricorrente al successo di Omar Chessa, eletto lunedì rettore per il prossimo sessennio, rinvia all’evidenza del cambio di passo. Sei anni fa Gavino Mariotti trionfò accentuando la distanza dal suo predecessore, Massimo Carpinelli, che concluse il mandato in una accesa polemica con i sindacati.
L’ordinario di Diritto Costituzionale si smarca adesso dal rettore uscente, in particolare sull’affaire del progetto universitario olbiese, spinto dal secondo, e che riceverà dalla Regione 45 milioni di euro nei prossimi 15 anni. «É una questione che terrà banco e che avrà riflessi importanti sulla gestione dell’Ateneo», si rimarca nei corridoi accademici.
E proprio il timore di un ridimensionamento dell’università sassarese, causato dal Dipartimento di Innovazione in Gallura, potrebbe aver diretto non poche preferenze verso il giurista. Così come Francesco Morandi, ordinario di Diritto del Turismo e Navigazione, legato al programma di Olbia e visto quasi come un successore di Mariotti, sarebbe stato penalizzato per gli stessi motivi. E, si dice, che l’ex assessore al Turismo della giunta regionale Pigliaru, negli anni 2014-17, abbia alla fine raccolto molto meno di quanto gli sarebbe stato promesso.
Aldilà delle ipotesi è però la matematica a raccontare il peso, nell’esito finale della competizione, dei 194 voti lasciati sospesi da Sergio Uzzau, ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, uscito al secondo turno. 137 andati a Chessa e 57 allo sfidante, segno che, si presume, Scienze Biomediche, facoltà di Uzzau, abbia scelto in buona parte il 56enne, mentre, tra i dipartimenti, sarebbe stato anche Agraria ad appoggiare il vincitore, oltre a Giurisprudenza seppure, questi i rumors, non nella sua totalità. Pare che anche Medicina abbia dato un contributo fondamentale, insieme al fatto che, a dispetto di alcune dichiarazioni pre-urne, le schede bianche siano state alla fine contenute, 22. Smentendo così l’intento di una protesta da esprimere nell’assenza di endorsement per i due candidati. Intanto Giurisprudenza ritrova un suo rettore a distanza di oltre mezzo secolo. L’ultimo fu Giovanni Pau, docente di Diritto internazionale, nel 1969.
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