La festa.

Padre Morittu: «Provo stupore, è la prima volta che mi capita di compiere ottant’anni» 

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«È la prima volta che mi capita di compiere ottant’anni e provo stupore di fronte alla vita, perché niente è dovuto e niente è scontato». Padre Salvatore Morittu, nel giorno del suo compleanno, è raggiante, abbraccia tutti e li ringrazia. Nella chiesa parrocchiale Natività di Maria a Bonorva l’arcivescovo di Sassari, Francesco Antonio Soddu, ieri durante la celebrazione della messa ha detto una cosa vera: padre Morittu incarna perfettamente le virtù dei tre Arcangeli, la forza e il coraggio di San Michele, la speranza e la disponibilità alla volontà di Dio di San Gabriele, la protezione e l’accompagnamento di San Raffaele. Non parole, ma dati di fatto. Una funzione intensa e partecipata, scandita da momenti di forte commozione. Il coro Paulicu Mossa di Bonorva ha sottolineato in musica la celebrazione.

L’abbraccio

Poi la festa a S’Aspru Mondo X, la comunità terapeutica nelle campagne di Siligo per il recupero delle persone con dipendenze. Morittu arriva qui negli anni ‘80 insieme a sette ragazzi provenienti dalla comunità di San Mauro. Trovano una vecchia fattoria su una collina, appartenuta all'ingegnere Diego Murgia e alla moglie Annunziata Vivanet e successivamente nella disponibilità della diocesi. La proprietà comprendeva casa e terreni. Nasce un’oasi di speranza per molti giovani in difficoltà. «Ora è anche il momento di cominciare a passare il testimone, è giusto ed è saggio farlo. I miei ragazzi mi hanno festeggiato permettendomi di trascorrere tre giorni nel monastero di Sorres: non dovevo pensare soltanto agli anni, ma anche alla mia anima. È importante tenerla sempre in ordine», spiega padre Salvatore.

Le testimonianze

Al suo fianco l’erede spirituale, padre Stefano Gennari. «In lui riconosco un maestro, un fratello, un amico e un padre, capace di indicarmi una via e di accompagnarmi nel cammino. Grazie, “Salva”, per avermi dato la possibilità di mettermi in ascolto e stare al tuo passo: l’augurio è di poter continuare ancora a lungo questo bellissimo tratto di strada insieme». C’è la comunità ecclesiastica, ci sono i rappresentanti istituzionali e del mondo dell’associazionismo. Presenti i ragazzi e le loro famiglie. «Se oggi sono qui a raccontare la mia storia è perché ho incontrato padre Salvatore», dice subito Stefano Fanciulli, che a S’Aspru ha trascorso oltre tre anni. «Dà a chi ha il privilegio di incontrarlo la possibilità di ritrovare se stesso, di confrontarsi con le proprie paure e con i propri bisogni, spirituali e materiali. Senza aver chiesto aiuto e senza aver trovato un uomo come lui, oggi non sarei un uomo nuovo, capace di amare veramente la vita». Giampaolo Cassitta, per quasi quarant’anni educatore nella comunità penitenziaria, ha conosciuto padre Morittu nel lontano 1986 all’Asinara, «e da allora non ci siamo più lasciati. Abbiamo anche scritto insieme un libro sulla sua vita. Di lui - confessa - mi ha colpito soprattutto il passaggio dall’”io” al “noi”, la sua capacità di includere tutti. Il suo insegnamento più bello. Gli aguro di rimanere sempre fedele a quel “noi”». Moses Concas intrattiene i numerosi invitati. Poi arriva il momento del regalo: un volume dal titolo “Trama e Ordito” con le testimonianze di chi ha conosciuto padre Morittu, non una biografia, ma un tessuto di voci dedicate a un uomo che ha dato forma alla sua idea di recupero attraverso relazioni, responsabilità, lavoro, natura e ritorno alla terra.

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