Si sono incatenati davanti alla struttura. Mani legate al cancello e bandiere dei sindacati a fare da sfondo. È la protesta andata in scena ieri mattina davanti alla comunità integrata di via Mar Caspio, Villa Maria, la residenza per anziani del litorale da mesi al centro di una bufera.
Il sit-in
A incatenarsi sono stati gli operatori socio sanitari, allo stremo - dicono - per carichi di lavoro definiti insopportabili. Con loro, al sit-in, i sindacati - Cisl e Cgil - e alcuni parenti di ex e attuali ospiti della struttura. Alla base della protesta, la rottura totale con la nuova gestione, subentrata da circa un anno. «Il sit-in di oggi è stato organizzato dopo innumerevoli richieste di confronto con l’azienda - spiega il coordinatore territoriale Cisl, Guido Sarritzu -. Abbiamo avuto il silenzio più totale. Questa struttura è sempre stata il fiore all’occhiello di Quartu, oggi le condizioni sono peggiorate tantissimo, con carichi insopportabili che stanno creando problemi psicofisici ai lavoratori e si ripercuotono negativamente sull'assistenza ai pazienti». Denuncia condivisa dalla Cgil: «Una cattiva organizzazione del lavoro, anche con standard corretti per quanto riguarda il personale, porta comunque a un’assistenza non di qualità», sottolinea la delegata sindacale Luisa Schirru. «Chiediamo un confronto serio perché questa struttura torni a funzionare come un tempo».
I lavoratori
Il nodo principale, secondo i lavoratori, è la drastica riduzione delle ore degli Oss. In protesta anche due lavoratrici, Claudia e Elena, che sintetizzano la richiesta di tutti: «Vogliamo che il Comune intervenga e prenda una posizione netta nei confronti della nuova società», dicono ricordando il ruolo di controllo e garanzia sulle strutture convenzionate da parte dell’amministrazione.La testimonianza più dura è quella di Mariangela Murgia, che ha deciso di portare via la madre dalla struttura dopo una visita dei Nas e della Asl: «Da settembre 2025 le cose hanno iniziato a cambiare - racconta -. Per mia madre non veniva più garantita la mobilizzazione letto-sedia, tanto che c’è stato un peggioramento fisico importante».
La replica
La società che gestisce la struttura da un anno, Sereni Orizzonti, si difende: «Le criticità denunciate risultano prive di fondamento», spiega in una nota post protesta il referente regionale, Davide Sanna. «L’organico è conforme a quanto previsto dalla normativa vigente». E aggiunge: «La nostra apertura al dialogo è stata dimostrata più volte, non solo nei confronti delle organizzazioni sindacali, ma anche dell’amministrazione comunale. Rinnoviamo l’invito ai sindacati a sedersi al tavolo: è quella la sede in cui affrontare in modo costruttivo l’organizzazione del lavoro, nell’interesse dei lavoratori e degli ospiti della struttura».
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