Roma. Picchiata a morte, poi rinchiusa in un armadio per ore. Iole Liberatori, 71 anni, è stata uccisa a Roma da suo figlio 51enne, dopo l’ennesimo litigio, probabilmente perché lui continuava a pretendere da lei i soldi per comprare cocaina. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri, allertati dalla sorella della vittima che non riusciva a rintracciarla al telefono. A trovare il cadavere, nella serata di giovedì 13 agosto, sono stati i militari, entrati nell’appartamento al quattordicesimo piano di una delle torri a largo Mengaroni, nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca: il corpo era coperto da un lenzuolo e con una busta di plastica intorno alla testa, chiuso in un mobile fuori al balcone.
La ricostruzione
A nasconderlo è stato il figlio della donna, che viveva assieme a lei. Da tempo erano frequenti le liti tra i due: il 51enne - secondo le testimonianze - era descritto come una persona violenta, che chiedeva continuamente i soldi della pensione alla madre, probabilmente per comprare droga. Quando la sorella di Liberatori - che la sentiva quotidianamente - non è riuscita più a contattarla, ha chiamato il 112 e i militari dell’Arma si sono subito attivati trovando l’uomo all’interno dell’appartamento. Nel frattempo sono scattati gli accertamenti. Di fronte ai carabinieri - sono intervenuti i militari della stazione di Tor Bella Monaca e quelli della Compagnia di Frascati - l’uomo avrebbe fornito inizialmente una versione diversa, sostenendo che la madre fosse morta dopo aver sbattuto la testa per una caduta accidentale. Una ricostruzione rivelata fin da subito poco convincente per inquirenti e investigatori, anche a fronte dei rilievi effettuati e dagli elementi raccolti dalle testimonianze. Infine l’ammissione durante l’interrogatorio in caserma durato ore. Il 51enne avrebbe detto di aver reagito alle offese della madre e quindi di averla aggredita, facendo poi cadere la vittima: sul corpo una ferita alla testa e fratture sul volto, segno che fosse stata picchiata. L’episodio sarebbe avvenuto il giorno precedente. Per il 51enne è quindi scattato, da parte del magistrato, il fermo di indiziato di delitto per omicidio e occultamento di cadavere ed è stato quindi portato nel carcere romano di Regina Coeli.
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