Fregula grande, media e piccola nei barattoli all’interno dei mobili di casa. Conservata rigorosamente con qualche foglia di alloro per tenere lontane le farfalline dalla dispensa. Quest’anno addirittura venti chili.
Inverno
È il “bottino” prodotto da Augusta Piras lo scorso luglio. “Sa fregua po s’ierru”, la fregula per l’inverno, come dicono in famiglia. Tre giorni di lavoro, assieme alla figlia Franca, per assicurare pasta a tutta la famiglia nei mesi a venire. A quasi 85 anni la donna continua a lavorare la semola con l’acqua, a scegliere i grani e metterli poi ad asciugare.
Come le ha insegnato sua madre. «Tutti gli anni, a luglio perché il tempo è più caldo e la pasta si asciuga per bene, la preparo per me e i miei figli. Anche se è sempre più faticoso, per me non è mai stato un lavoro. Come mi ha insegnato mia mamma, preparo tutto in casa e poi conservo», spiega.
La famiglia
Preparare la fregula in casa per Augusta è soprattutto una storia di famiglia. È qualcosa che ha imparato osservando e aiutando sua mamma: “scivedda” in mano (quella bassa e con il fondo largo, adatta per lavorare la semola), insieme si preparava la famosa pasta sarda.
«I miei genitori erano agricoltori e in tempo di guerra, con l’asino e la macina, mamma preparava anche la farina in casa: sceglieva la crusca, la semola e infine con “su sadatzu” otteneva la farina. Delle nostre giornate in compagnia ricordo la sua felicità e soddisfazione nel vedere che imparavo a fare ciò che faceva lei», sottolinea la signora Augusta, la prima di sette figli e l’unica ad aver appreso queste tecniche in famiglia.
Gli strumenti
Oggi, di quella cucina di allora, Augusta conserva ancora gli strumenti: i recipienti per pasta e pane come “is crobis” e “su stadatzadori” , il setaccio - “su sadatzu” - e “su xibiru” per fare i malloreddus. Oggetti che hanno più di sessant’anni, alcuni dei quali arrivati con il corredo della mamma quando si è sposata.
Il lavoro
La fregula inizia a essere preparata la mattina, al fresco: una volta pronta, la signora Augusta suddivide i grani grandi da quelli medi e piccoli che poi vengono messi al sole, in cortile, ad asciugare. La sera riporta tutto dentro casa e il giorno dopo li rimette al sole.
Dei venti chili di quest’anno, dieci Augusta li ha preparati da sola. Per il resto c’era Franca, la figlia cui sta insegnando ciò che lei ha imparato dalla madre. «Ormai è difficile fare tutto da sola. Quando preparo la fregula ho spesso bisogno di fare una pausa, sedermi e riposarmi prima di riprendere. Mi piace lavorare con Franca, mi ricorda i tempi in cui io preparavo la pasta con mia mamma», afferma.
Tradizioni
Dei sette figli della donna, solo Franca e un fratello hanno scelto di conservare le tradizioni di famiglia. Ma i nipoti hanno iniziato a fare lo stesso: Beatrice, 15 anni, già aiuta la nonna con le ciambelle. «Mamma ha sempre preparato la fregula da sola. Negli ultimi anni ho iniziato ad aiutarla e a chiederle di mostrarmi come si fa. È un momento tutto nostro, particolare», afferma la figlia Franca.
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