La discesa dei candelieri

L’anima di Sassari nella Faradda 

Il sindaco accolto dagli applausi, lieve incidente per Desirè Manca 

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Acclamazioni e zero fischi per il sindaco all'uscita di Palazzo di Città. Giuseppe Mascia supera le forche caudine della Faradda, a dispetto del traguardo del triennio di mandato che, come nei sette di matrimonio, di frequente mostra a Sassari le prime incrinature con la cittadinanza. L’unica nota stonata della serata non riguarda lui ma l'assessora regionale al Lavoro, Desiré Manca, colpita allo zigomo dalla stanga di un candeliere. Soccorsa dal 118 è tornata a casa sulle sue gambe, per quanto dolorante e con il ghiaccio sulla guancia. Mascia si è diretto invece verso la chiesa di Santa Maria, scortato dell'imponente presenza di forze dell’ordine. «Solo la polizia locale schiera 130 agenti- dichiara Gianni Serra, comandante della Municipale alla 26^ Faradda - e siamo noi ad assicurare la sicurezza delle autorità». 124 i componenti della Safety and Security, chiamati a gestire la folla, più decine di uomini e donne di tutte le forze dell’ordine. Presenti lungo un tragitto di 1 km e 300 metri compiuto in non meno di 7 ore, in cui l’incidente è sempre a un passo, in mezzo a migliaia di presenze a fare ala ai 13 Gremi, e altrettanti Candelieri dal peso di oltre tre quintali ognuno.

I gremi

E proprio le associazioni sono, come sempre, le protagoniste della triade di “stelle” della Discesa, insieme al primo cittadino e al padre guardiano che scioglie il Voto. Dalle 10 di mattina hanno cominciato a vestire i Candelieri, appena sigillato il primo inciso della Festha Manna. Quando i Massai, pochi minuti prima, hanno esposto il proprio vessillo dal balcone di Palazzo di Città. «È come una presa di possesso della sede della municipalità», spiega l’esperto Franco Erre, durante la spoliazione dell’asta dal salice e dalla belladonna, per poi inserire la bandiera. Una tradizione, come tante altre che affollano un evento vecchio 6 secoli, che ha superato pesti e Covid, e ha sconfitto, per quanto soffrendolo, il caldo di ieri, 35 gradi registrati dal termometro, di più quelli percepiti, tanto che i portatori hanno limitato i tradizionali balli pre-Discesa, risparmiandosi per la Faradda.

Le testimonianze

«È una grande responsabilità farla. All’inizio, durante e molto di più quando arrivi dalla Madonna». Lo afferma Emanuele Cherchi, alla decima Discesa da capocandeliere dei Viandanti che, ieri, gli hanno dato un omaggio da brividi con il dono di una bacchetta d’oro e di un biglietto: “Sei un Viandante, un gremiante senza divisa, ma nel cuore!” A loro volta hanno ricevuto in piazza Castello il saluto percussivo di tutti i tamburini, prima di partire, come tributo per il debutto del candeliere nuovo di zecca. Tanti i riconoscimenti anche per Tanino Denurchis, guida dei Fabbri, che, dopo 20 anni, invece appende la bacchetta al chiodo. «Domani sentirò l’emozione- afferma- Oggi ballo». Né loro, né i portatori, né i gremianti toccano una goccia d’alcol in segno di rispetto per il compito, come vuole anche qui la tradizione. In compenso attorno a loro la birra impazza. «Abbiamo preso 12 fusti da 30 litri ognuno. Ci auguriamo di venderli tutti», riferisce la titolare del Bar Ducale. Ma l’attrazione vera è l’Assunta a cui si arriva sforando la mezzanotte. «Il Voto si scioglie a Santa Maria- chiarisce Fabio Madau, presidente dell’Intergremio- dal momento in cui il sindaco raggiunge il simulacro accompagnato dal padre guardiano. Benedizioni e preghiere del vescovo sono elementi extra». È il momento più umile e intenso, che arriva in silenzio. La Vergine protegge Sassari, ancora una volta, e i fischi, o gli applausi, spariscono d’incanto. Anche questa è tradizione.

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