Bankitalia e Eurostat.

Tassi sui mutui in rialzo, vicini al 4% 

Il Taeg ai massimi da agosto 2024, prestiti alle famiglie in crescita del 2,9% 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La crescita generale dei rendimenti e dei tassi di interesse spinge al rialzo anche quelli sui nuovi mutui. Dalle tabelle della Banca d'Italia riferite ad agosto, e quindi suscettibili di ulteriori rialzi fino a fine anno, emerge come il tasso sui nuovi mutui per la casa stipulati dalle famiglie ha sfiorato il 4%, portandosi ai massimi da agosto del 2024.

Il quadro

Il tasso annuale effettivo globale (Taeg) che comprende le spese per le istruttorie, le assicurazioni e gli oneri fiscali, si è collocato al 3,99%, dal 3,81 nel mese precedente. Ad agosto di due anni fa il tasso era arrivato al 4,09%. Va ricordato che nel nostro paese la stragrande maggioranza dei mutui è stipulata a tasso fisso e quindi i rialzi decisi dalla Bce per fare fronte all'inflazione non hanno effetto sul costo del debito delle famiglie ma di certo impattano su chi deve stipulare un nuovo finanziamento.

I conflitti

«La guerra in Medio Oriente sta determinando effetti negativi non solo sull'inflazione, ma anche sul settore dei mutui e dei finanziamenti», attacca l'Adusbef, «portando a un’ondata di rialzi nei tassi di interesse offerti da banche e società finanziarie ai propri clienti».

Per il momento tuttavia, sempre secondo i dati di Via Nazionale, la richiesta dei nuovi prestiti tiene e anzi accelera in un mese come quello di agosto non particolarmente brillante. I prestiti alle famiglie sono infatti aumentati del 2,9% (2,6 nel mese precedente), un valore sul livello di inizio 2023. E i crediti deteriorati nel comparto delle famiglie restano su livelli bassi. In rialzo anche i tassi sul credito al consumo, oramai ben oltre il il 10%. Il Taeg sulle nuove erogazioni segnalato dalla Banca d'Italia è al 10,78 per cento (10,38 nel mese precedente).

Le abitazioni

Secondo Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell'Ue sono aumentati del 4,7%, mentre gli affitti sono aumentati del 3% rispetto al secondo trimestre del 2025. E il dato italiano è in linea con quello Ue. Rispetto al primo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni sono aumentati dell'1,2 % e gli affitti dello 0,7%.

Tra il 2025 e il secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell'Ue sono aumentati del 4,1% e gli affitti del 2,6 %. A livello nazionale, confrontando il secondo trimestre del 2026 con la media annuale per il 2025, i prezzi delle abitazioni sono aumentati più rapidamente degli affitti in 18 paesi dell’Ue.

Sempre secondo Eurostat nel 2025 le vendite di abitazioni nell’Ue sono aumentate nella maggior parte dei paesi per i quali sono disponibili dati, rispetto al 2024. E in Italia il mercato residenziale italiano chiude il terzo trimestre del 2026 con una flessione dei prezzi dell’1,1%, a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo rimane positivo, con il 3,3% in più rispetto a settembre 2025; mentre a livello mensile le quotazioni si mantengono stabili, dice idealista , il portale immobiliare.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI