La crisi

Sofia, assalto naziskin all’hotel che ospita 400 ebrei italiani 

Da Roma condanna unanime: «Antisemitismo da combattere» 

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Sofia. Le urla “Sieg Heil”, i saluti nazisti e le magliette nere con il teschio. E il tentativo di bloccare l'ingresso. È quello che hanno vissuto circa quattrocento ebrei italiani, molti della Comunità di Roma e alcuni di Milano, vicino a Sofia in Bulgaria, davanti all'ingresso dell'hotel dove alloggiavano. Un gruppo di naziskin domenica notte, dopo le minacce verbali, ha infatti tentato di forzare l'ingresso della struttura al termine del campeggio estivo del Bene Akiva, nella città di Bansko, provocando momenti di tensione prima dell'intervento della polizia.

La ricostruzione

A raccontare l’accaduto è stato il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun: Un video, ha spiegato, «documenta l'ignobile» gesto. Dopo l'intervento della polizia, ha aggiunto, «i naziskin sono tornati e hanno di nuovo bloccato gli ingressi, minacciando e urlando i nostri ragazzi». «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza», ha ribadito. La vicenda ha riportato al centro il tema della sicurezza degli ebrei in Europa. L'Ucei ha espresso «solidarietà ai giovani ebrei italiani per l'episodio di minacce antisemite», sottolineando che «sono episodi che continuano a ripetersi in un crescendo sempre più preoccupante. Che provengano da estremisti di destra, come in questo caso, o da estremisti di sinistra. Resta l’odio e va combattuto con la stessa fermezza», le parole del presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi.

Reazioni

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di «profondo sdegno», esprimendo «la più ferma condanna per il gravissimo episodio». Così come presidente della Camera Lorenzo Fontana. Dal governo è arrivata la presa di posizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha dato la solidarietà al gruppo di giovani condannando «l'ennesimo episodio di antisemitismo. Un germe che va combattuto, una forma di odio e discriminazione che va estirpata». Netto anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini: «Condanniamo con fermezza ogni tipo di violenza da parte di estremisti, nazisti o comunisti, nei confronti delle comunità ebraiche». Arriva vicinanza bipartisan alla comunità anche in Senato, dove i capigruppo, di tutti i partiti, hanno condannato quanto avvenuto, e, in molti casi, sollecitando l'approvazione finale del disegno di legge contro l'antisemitismo. In ogni caso la condanna ha attraversato i partiti di ogni schieramento. Sul fronte delle opposizioni, a esprimere la propria solidarietà per la «vergognosa intimidazione antisemita», è stata la segretaria del Pd Elly Schlein: «Le immagini del gruppo di naziskin che assedia con cori antisemiti l'albergo che li ospitava sembrano arrivare da tempi bui che pensavano di avere ormai sconfitto». Sulla stessa linea Angelo Bonelli, deputato di Avs, ha riportato l'attenzione sulla matrice neonazista dell'episodio. Condanna anche da parte del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Mentre il sindaco di Roma Roberto Gualtieri chiede una presa di coscienza: «È nostro dovere contrastare il neonazismo con fermezza e senza ambiguità».

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