Un altro reparto cancellato nel nord dell’Isola, suona il de profundis per la Neurologia dell’ospedale di Ozieri. Una decina di posti letto “congelati” in attesa di una riorganizzazione dell’intero presidio. E ora la scelta dell’Asl di Sassari è stata fatta, nel reparto sarà collocato l’ospedale di comunità. Si tratta di un “repartino” pensato per i pazienti che non sono così gravi da essere classificati come acuti, ma che, allo stesso tempo, non possono ancora essere curati nelle loro abitazioni. Una formula ritenuta efficace e applicata in tutti gli ospedali del territorio.
Una scelta che preoccupa le organizzazioni sindacali. Il segretario generale della Cgil Fp, Paolo Dettori, si sta occupando dell’ospedale di Ozieri insieme alla collega, Jessica Cardia. Dettori dice: «È un’altra pessima notizia quella che riguarda l’ospedale di Ozieri. Noi non abbiamo mai cessato di credere in una riattivazione dei posti letto di Neurologia e ci sono ragioni e argomenti ben precisi a sostegno di questa posizione. Il caso di Ozieri è emblematico. Abbiamo un reparto di Neurologia per tutto il Nord Sardegna, ed è quello di Sassari. Ci sono 22 specialisti in servizio e dovrebbero essere 44. Il servizio è in forte sofferenza. La soluzione è quella di un ospedale del territorio che fa da filtro e alleggerisce il carico sui presidi più grandi. Invece stiamo percorrendo la strada contraria. Si aprono gli Ospedali di Comunità e si chiudono i servizi come quelli di Neurologia nel territorio. Attenzione, non è un singolo caso. È un approccio ai problemi della sanità sarda che noi consideriamo sbagliato. La stessa situazione, forse anche peggiore, la sta vivendo l’Alta Gallura. L’ospedale di Tempio è un “gemello” di quello di Ozieri. A Tempio sono chiusi o in procinto di essere ridimensionati, Ortopedia, blocco operatorio e Medicina. Il risultato è che Olbia e Sassari scoppiano. Noi ripetiamo questi concetti da anni. Ozieri è passato da 112 posti letto, una ventina di anni fa, oggettivamente troppi, a 60. È necessario un approccio diverso, certi reparti servono al territorio di riferimento degli ospedali interessati dai tagli, ma anche ai presidi più importanti».
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