Il bacino del Cuga soffre ancora, insieme agli agricoltori. L’invaso di Uri contiene appena un milione di metri cubi d’acqua, un dato peggiore rispetto a quello registrato nell’estate del 2025. «Le difficoltà sono imputabili al trasferimento dell’acqua dal bacino del Temo a quello più piccolo del Cuga - spiega il presidente del Consorzio di bonifica della Nurra, Gavino Zirattu - le paratie che consentono il passaggio idrico tra i due invasi sono bloccate, una soluzione che in passato consentiva di aumentare le disponibilità idrica del Cuga». Enas, Ente acque della Sardegna, ha tentato più volte, anche attraverso l’ausilio delle squadre dei sommozzatori, di sbloccare le paratie per riattivarle, un tentativo non riuscito. Attualmente si sta intervenendo con l’utilizzo di zattere e 12 pompe, ma la funzionalità è limitata. In condizioni normali il Cuga arriva a contenere circa venti milioni di metri cubi. A rischio la stagione irrigua, che copre i mesi da aprile a ottobre. E si segnalano danni all’ecosistema del lago, in cui si registrano moria di pesci con conseguenze su fauna e flora acquatica.
Berchidda
Eccezionale ondata di caldo, prolungata siccità ed emergenza idrica, il sindaco di Berchidda, Andrea Nieddu, raziona l’acqua delle fonti pubbliche per garantirne l’accesso a tutti ed evitarne lo spreco. L’ordinanza sindacale limita il prelievo a 50 litri al giorno a persona nelle fonti del paese e vieta l’uso dell’acqua per fini differenti dai bisogni primari. Per monitorare eventuali violazioni sono state posizionate delle fototrappole.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
