Tre esposti e molti più dubbi. Da ieri tutto è all’attenzione di Procura sassarese, Corte dei Conti ed Eppo, la magistratura indipendente dell’Unione europea. In calce la firma del Comitato Difesa Territorio Sarcidano, perché quelle dieci pale tra Ittiri e Villanova Monteleone, 66 megawatt di potenza in allestimento «accanto all’oasi del grifone», espressione «dell’eolico selvaggio», devono finire «sotto sequestro», è la richiesta che accompagna la denuncia.
Primo rilievo
Il Comitato Sarcidano solleva prima di tutto il problema dei «rilievi anemometrici». Ovvero, le misurazioni scientifiche su velocità e direzione del vento. «Per legge la loro durata non deve essere inferiore a un anno. Alla magistratura chiediamo intanto una verifica sul rispetto dei termini temporali». Gli esposti li ha sottoscritti per tutti Luigi Pisci. Che sempre a nome del Comitato chiama in causa la Regione: «Il 22 gennaio 2024, con la determinazione dirigenziale 49, protocollo 0003276, ha rilasciato l’Autorizzazione unica», in attuazione al decreto legislativo 387/2003 sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. Il progetto si chiama Alas e l’ha presentato la Rwe Renewables Italia srl che un anno e mezzo prima, il 16 settembre 2022, dal Consiglio dei ministri ottenne il giudizio di compatibilità ambientale.
L’iter
Alas non ha mai avuto vita facile. Due anni fa la Regione, attraverso l’assessorato all’Industria, ha dato il via ai lavori «respingendo le precedenti note di annullamento avanzate da altre associazioni in difesa del territorio, come il Coordinamento Gallura contro la speculazione eolica e fotovoltaica: riteniamo che nel percorso autorizzativo seguito possano esserci carenze, ragion per cui chiediamo alla magistratura una esplicita istanza di intervento repressivo e cautelare». La priorità del Comitato non è cambiata, anche rispetto a tutte le altre azioni in campo, come la presa di posizione del ministero della Cultura che, attraverso la Direzione generale “Archeologia, Belle Arti e Paesaggio”, vuole vederci chiaro sulla pala Wtg9: si trova a distanza ravvicinata dalle domus de janas di Pubusattile, ha segnalato agli uffici di Roma il comitato Bardiania de sa Nurra pro sa Sardinnia.
I documenti
Alla Corte dei Conti il Comitato Sarcidano solleva il “caso Alas” visto che tutti i progetti Fer «attingono a ingenti incentivi e contributi economici a carico del bilancio pubblico». Per il Comitato Sarcidano è un effetto a catena quello che si può generare tra Ittiri e Villanova Monteleone: «Se mancano i presupposti per il rilascio dell’autorizzazione unica invero ottenuta, ne discende che viene meno la condizione di accesso a quei finanziamenti statali ed europei». Qui si inserisce infatti anche il richiamo all’Eppo, con l’invio dell’esposto «all’Ufficio dei procuratori delegati per l’Italia, sede di Roma: se il titolo abilitativo risulta viziato e illegittimo, anche l’Unione europea subisce un danno, nel momento in cui eroga le risorse», è scritto nell’esposto. «La Sardegna – chiude Emilio Demuro, storico attivista del Comitato Sarcidano – non può sopportare un assalto di queste dimensioni: se la politica abdica al proprio ruolo di difesa del territorio, la parola passa ai magistrati. Non c’è altra strada».
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