Erano amici per la pelle Filippo Corongiu e Gabriele Galici. Stessa età, stessi sogni, stessa voglia di vivere e di divertirsi. Si stavano preparando per festeggiare i 18 anni di Filippo, il mese prossimo, e sarebbe stata festa grande, ma un tragico destino ha cambiato i piani. Ancora insieme, Fili e Gabri saranno vicini anche nel triste momento del commiato. Un’unica chiesa, e un solo altare davanti al quale saranno adagiate le due bare. I genitori dei due ragazzi hanno scelto un unico funerale che sarà celebrato domani, alle 15 nella basilica di Bonaria a Cagliari.
Lacrime e preghiere
In vista della grande partecipazione di giovanissimi, dei parenti, dei compagni di scuola, è stata scelta la chiesa più grande e importante della città, sistemata sul colle che guarda al golfo. Il compito di trovare parole di consolazione sarà affidato all’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi che celebrerà la messa. Con lui ci sarà anche don Massimo Noli, parroco della chiesa di Santa Lucia a San Benedetto. «Conosco da tempo la famiglia di Filippo», dice don Massimo.
La chiesa madre
«Era un ragazzo diligente, buono, impegnato nello studio e amante della vita». Ed era soprattutto, «molto responsabile, per questo ciò che è accaduto sembra inspiegabile. Perché era un ragazzo molto prudente. Siamo attoniti davanti a questa tragedia». Filippo era figlio unico, «e mi trovo davanti al difficile compito di trovare le parole per consolare i genitori». I genitori di Filippo e quelli di Gabriele hanno voluto con forza un unico funerale a Bonaria. «Perché è una chiesa grande», prosegue il sacerdote, «che accoglierà tantissima gente, tanti ragazzi. Mi ha colpito tantissimo questa grande solidarietà tra i giovani».
Il dolore condiviso
Don Massimo è andato in camera mortuaria. «C’erano anche i compagni di scuola, c’era tantissima gente. Sono momenti di grande dolore e di condivisione del dolore. Momenti che si vivono nel silenzio ma anche nella consolazione». Senza però, «dimenticare la speranza che ci dice che Filippo e Gabriele sono morti, ma che le loro anime vivono. La morte non distrugge gli affetti. E tutto questo amore che sta arrivando dimostra quanto i due giovani fossero amati a scuola, dagli amici. Queste nuove generazioni hanno un solo cuore e una sola anima». Un solo cuore e un’unica anima, il pellegrinaggio silenzioso di amici e parenti, nel luogo della tragedia. Volti bagnati dalle lacrime di giovanissimi che hanno lasciato fiori, biglietti, ricordi. Lo striscione sul luogo della tragedia, “Fili e Gabri, resterete sempre nei nostri cuori”.
La partecipazione
Don Massimo Noli ha sintetizzato l’approccio alla vita dei ragazzi di oggi, delle giovani generazioni. Nella festa e nel dolore, diventano un unico corpo, decretano la solidarietà più grande, la partecipazione più fedele e incondizionata. «Filippo e Gabriele sono morti, ma la speranza e la fede ci dicono che le loro anime vivono», ripete il sacerdote. «La morte non distrugge gli affetti. E tutto questo amore che sta arrivando dimostra quanto i due giovani fossero amati a scuola, dagli amici». Un solo cuore e una sola anima.
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