Milano. La famiglia Poggi non intende costituirsi parte civile nei confronti di Andrea Sempio nell’eventuale udienza preliminare che potrebbe seguire alla richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Pavia, che ha chiuso la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha spiegato l’avvocato Francesco Compagna, che rappresenta i Poggi insieme a Gianluigi Tizzoni. I legali dei genitori e del fratello di Chiara intendono invece partecipare all’eventuale giudizio di revisione promosso dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio.
Il Dna sulle unghie
Al centro della nuova inchiesta resta intanto il Dna maschile estratto dalle unghie della vittima. I consulenti della Procura, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, hanno depositato una nuova relazione nella quale escludono che i campioni prelevati dal quinto dito della mano destra e dal primo della mano sinistra di Chiara e risultati compatibili con l’aplotipo Y di Sempio siano stati contaminati dai reagenti utilizzati per l’estrazione e l’amplificazione: la sola spiegazione scientificamente attendibile per la concordanza degli alleli dei due campioni con quelli dell’unico indagato, rimarcano, è che lui, e con lui la sua linea paterna, non possano essere esclusi come contributori del profilo. La nuova relazione affronta anche i dubbi sulla possibile contaminazione emersi nella perizia depositata nel dicembre 2025 dalla genetista Denise Albani, nominata dal gip: Albani aveva parlato di «rischi artefattuali» e «rilevanti criticità» ma i consulenti della Procura sostengono ora che non vi siano contaminazioni nei reagenti e ritengono poco sostenibile l’ipotesi che un fenomeno casuale abbia prodotto alleli compatibili con l’aplotipo Y di Sempio.
La stessa perizia Albani aveva però evidenziato i limiti della compatibilità genetica. Il Dna maschile era risultato compatibile con Sempio o con componenti della sua linea paterna, con una valutazione «moderatamente forte» per un campione e «moderata» per l’altro. L’esperta aveva sottolineato che, vista la storia piuttosto accidentata dei reperti, non è possibile stabilire con rigore scientifico se le tracce fossero «sotto» o «sopra» le unghie, quando e come si siano depositate né se siano arrivate per contaminazione o trasferimento diretto o mediato.
Le analisi riguardavano inoltre profili aplotipici parziali e misti, non sottoposti a consolidamento. Un terzo profilo maschile, “Ignoto 2”, è risultato invece incompatibile con tutti i soggetti di interesse esaminati, da Sempio a Stasi fino agli amici di Marco Poggi.
Le intercettazioni
Dalle intercettazioni depositate con la chiusura delle indagini emerge intanto che Sempio, parlando con la madre Daniela Ferrari nel dicembre scorso, diceva di aspettarsi «prima o poi» una nuova indagine ma pensava che sarebbe arrivata quando Stasi fosse uscito dal carcere. Ferrari, intervistata nei pressi della sua abitazione, ha ribadito che il figlio «non ha ucciso Chiara Poggi».
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