sentenza

Pranzo in pieno Covid alle terme di Sardara, condannati in quattro 

Un anno e mezzo agli ufficiali della “Sassari”, otto mesi al manager e al sindaco di Mandas 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un anno e mezzo di reclusione, con pena sospesa, al colonnello dell’Esercito Marco Granari, ex comandante del 151esimo Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, e per l’allora suo aiutante, il tenente colonnello Mario Piras; ma anche otto mesi, sempre sospesi, per il sindaco di Mandas, Umberto Oppus, all'epoca dei fatti direttore generale dell'assessorato regionale agli Enti Locali, e per Giovanni Corona, il manager responsabile del complesso termale.

La sentenza

A oltre cinque anni di distanza dal “pranzo di Sardara”, il Tribunale penale di Cagliari ha dunque condannato i quatto imputati che erano stati rinviati a giudizio al termine dell’inchiesta della Procura sul banchetto che si era tenuto il 7 aprile 2021, in aperta violazione delle norme anti-Covid previste per la zona arancione che in quei giorni erano state disposte in tutta l'Isola. Allo spuntino – che si era tenuto nel complesso delle nuove terme e che poi era stato interrotto dall’intervento della Guardia di Finanza – avevano partecipato una quarantina tra dirigenti regionali, politici, sindaci, vertici sanitari e militari. Molti, all’arrivo dei militari, riuscirono a dileguarsi. Terminate le indagini, il pm Giangiacomo Pilia aveva contestato il peculato e dei falsi ai due ufficiali e il favoreggiamento al sindaco di Mandas e al manager.

Le contestazioni

Il cuore del procedimento penale non era stato tanto il pranzo in sé (che si è rislto con sanzioni amministrative per violazioni delle norme anti-contagio a decine di partecipanti identificati dai Finanzieri) quanto ciò che era accaduto dopo. Il pm Pilia aveva contestato il peculato, il falso e dei reati da Codice penale militare agli ufficiali (ricevuti dalla Procura militare di Roma) per l’uso dell’auto di servizio e dei fogli di viaggio, ma anche per le motivazioni che Granari e Piras avevano fornito per giustificare la loro presenza a Sardara. A Oppus e Corona, invece, era addebitato favoreggiamento: secondo l'accusa, nel corso degli interrogatori avrebbero reso false dichiarazioni agli inquirenti e concordato con i militari la versione da fornire al magistrato. Un tassello importante era arrivato dalle comunicazioni trovate nello smartphone di Granari. Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo il pranzo sarebbe stata costruita a tavolino una giustificazione alternativa. Il collegio della Seconda sezione penale del Tribunale, presieduto dal giudice Giovanni Massidda (con a latere Luisa Rosetti e Roberto Cau) ha anche rinviato gli atti in Procura nei confronti di Oppus e Corona per valutare la contestazione di falso commesso da privato in atto pubblico.

Le reazioni

«Le sentenze si rispettano», ha commentato Umberto Oppus, «ho piena fiducia nella magistratura. Di sicuro, in ogni caso, ricorreremo in appello». Le motivazioni della decisione del Tribunale verranno depositate entro 90 giorni, poi i difensori Antonio Marino (per Granari), Marcello Floris (per Piras), Giorgio Canetto e Aldo Schiavone (per Corona), oltre a Gianluca Aste e Gianni Faa (per Oppus) proporranno l’appello. In pm Pilia, nel frattempo, procederà ad aprire un nuovo fascicolo per la valutazione dell’ipotesi di reato formulata dal collegio.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi