Primo scoglio superato per la maggioranza sulla strada della riforma della legge elettorale. Il centrodestra boccia, a scrutinio segreto, le 5 pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni in Aula. Dando una notevole prova di compattezza con 229 no contro i 178 sì delle opposizioni. Ai voti del centrodestra si sommano quelli di Futuro Nazionale che spiega di non voler votare «pregiudiziali ridicole» e torna a esprimersi su un voto importante insieme alla maggioranza. Dall'altro lato Azione critica il testo, ne boccia metodo e tempistica, e vota no con le altre opposizioni.
Alle urne
Per il voto segreto a Montecitorio - anche dopo i messaggi della premier negli ultimi giorni - si registra il pienone delle grandi occasioni: nel centrodestra, tabulati alla mano, risultano soli 7 deputati assenti su 233 e 3 in missione, tra cui la premier e il ministro Gilberto Pichetto Fratin. E anche dalle parti delle opposizioni già dalla prima mattina i banchi sono pieni e si fanno vedere tutti i leader. Ora gli occhi sono puntati sull’8 ottobre, con il voto finale, segreto, che dovrà dare il via libera alla riforma. Un voto che, non nasconde il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, «ha un valore politico enorme». Ma al quale il centrodestra, dopo la prova di ieri, si avvicina con qualche pensiero in meno. «A livello parlamentare è andata», pronostica in barba alla scaramanzia, un esponente leghista, poi «bisognerà vedere la Consulta».
Nodi cruciali
Da qui ad allora c’è comunque la prossima decisiva settimana: lunedì il governo in mattinata metterà tre fiducie sui primi tre articoli del provvedimento che sono stati modificati al Senato. I primi due (sui quali sono stati presentati in Aula una sessantina di emendamenti) riguardano preferenze e firme. Il terzo, che verrà votato mercoledì sempre con fiducia, riguarda una revisione territoriale dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Sul punto non ci sono emendamenti ma è comunque possibile chiedere il voto segreto sull'articolo. E dunque, per evitare di mostrare il fianco a eventuali malpancisti della maggioranza, approfittando di questa norma più 'piccola', anche qui verrà messa la fiducia.
Fuorisede e caregiver
Si voterà invece senza fiducia ma a scrutinio palese (perché su questa materia non direttamente legata alla trasformazione dei voti in seggi chiedere il segreto non possibile) sulla modifica all'articolo 8 riguardante l'estensione del voto dei fuorisede ai caregiver, non ci sono comunque emendamenti ed è stato votato a Palazzo Madama all’unanimità. A questo punto, dopo l'esame degli ordini del giorno nel pomeriggio del 7 ottobre, il giorno successivo alle 12.30 si terrà il voto finale sul testo. E se la maggioranza ha tirato, per ora, un sospiro di sollievo, l'opposizione si prepara a proseguire la sua battaglia. Puntando anche a sfruttare la riforma del sistema di voto per ricreare lo spirito referendario del marzo scorso.
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