L’appello.

Riparte il confronto: «Ora la città faccia sentire la sua voce» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il passaggio in Consiglio regionale riaccende il confronto su cosa dovrà diventare Buoncammino. Per Roberto Mura (Alleanza Sardegna), si tratta di «una decisione importante, passata in sordina», che riguarda uno dei patrimoni pubblici più rilevanti della città.

Il punto, secondo Mura, è che adesso si apre concretamente la partita sulle destinazioni degli spazi. «Cagliari deve far sentire la propria voce», sostiene, chiedendo che il futuro dell’ex carcere non venga deciso soltanto sul piano amministrativo.

La sua idea è quella di un grande polo pubblico capace di unire memoria, cultura, formazione, servizi e funzioni universitarie, sfruttando anche la posizione strategica del complesso. E, aggiunge, in questo è fondamentale che «Consiglio comunale, Università, associazioni, professionisti e cittadini vengano coinvolti prima che le decisioni fondamentali siano già state prese».

Sul tema della memoria insiste anche Alessio Alias, consigliere progressista. Buoncammino, sottolinea è un luogo importante anche per «la storia di umanità tragica» che conserva. L’auspicio è che possano essere ricordate «tutte le storie vissute in questi spazi», quelle delle guardie e di chi ci ha lavorato, dei detenuti e anche degli innocenti reclusi per errore. «La memoria non deve essere persa».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI