È sempre Jeff Brooks. Con 12 anni in più rispetto alla stagione del triplete, ma con lo stesso sorriso che mette tutti di buonumore. Il giocatore Usa, con status italiano grazie al matrimonio, svela: «La società mi ha chiesto semplicemente di essere me stesso. Li ringrazio perché è un onore essere stato nominato capitano. Mio figlio me lo ripete sempre “Papà, sei il capitano” e io voglio mettere a disposizione le esperienze maturate in 14 anni vissuti in Europa, quasi tutti in Italia».
Jesi, Cantù, Caserta, Sassari, Saratov (Russia), Málaga (Spagna), Milano, Venezia, Trieste e di nuovo Sassari. Brooks è un vincente, come dimostrato già nel 2009 al torneo dei college Nit con Pennsylvania University. In bacheca ha non solo il tris con la Dinamo, ma anche l’EuroCup con Málaga, la Supercoppa con Cantù e Milano, la Coppa Italia con Milano. Quello che non dicono i titoli è la capacità di Brooks di essere un collante tattico e umano. Del nuovo gruppo parla con entusiasmo: «Lo spirito della Dinamo è lo stesso, sono cambiati i giocatori e gli obiettivi: vogliamo portare la Dinamo a essere di nuovo grande. Il gruppo è fantastico, si è creato un bell’ambiente in poco tempo, ho apprezzato che ci si sta aiutando molto non solo in campo ma anche fuori».
Oggi ultimo allenamento e poi partenza per Vigevano, dove la Dinamo sosterrà la prima amichevole del precampionato e anche l’ultima fuori dall’Isola: si gioca alle 20.30 contro la formazione locale, neopromossa in A2.
Nazionale
Gioca invece stasera l’Italia a Tuzla contro la Bosnia Erzegovina (ore 20) per la qualificazione al Mondiale 2027.
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